

«Gli Usa hanno fretta» di chiudere il conflitto in Ucraina, ma trovare una soluzione è «un percorso molto lungo, con dettagli complicati». Lo ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, dopo che ieri il presidente Usa Donald Trump aveva annunciato una tregua di tre giorni, dal 9 all'11 maggio, auspicando che ciò «segni l'inizio della fine» della guerra.
In un'intervista alla televisione di Stato, ripresa dall'agenzia Interfax, Peskov ha sottolineato che finora non ci sono state discussioni su una estensione della tregua dopo l'11 maggio, auspicata anch'essa da Trump.
La trave carbonizzata di un monastero di Leopoli colpito dai russi, il braccialetto di una bambina di tre anni, la torcia che una poetessa di Mariupol usava per scrivere in un rifugio antiaereo.
Sono alcuni dei frammenti che compongono la performance Reliquiae, 15 oggetti e un mucchietto di terra adagiati sulle bandiere ucraina ed europea davanti al ponte della Paglia a Venezia, in occasione della manifestazione dei Radicali contro la presenza russa alla Biennale.
L'autore, Walter Trento, li ha raccolti in Ucraina dal 25 aprile al 5 maggio, chiedendo ad artisti ucraini di consegnargli ciascuno un pezzo che a loro avviso raccontasse la distruzione e la loro vita di questi anni. «La molla è scattata quando ho saputo della partecipazione russa alla Biennale - racconta l'artista, che scoprì l'Ucraina nel 2009 in occasione di un altro suo progetto -. Per me l'Ucraina è stata un'assoluta scoperta, sono loro i nostri veri partigiani».
Gli oggetti saranno esposti dal 30 maggio al 30 settembre al museo pubblico di Cisternino, diretto dallo stesso Trento. Intanto oggi vengono portati in processione dalla manifestazione, che è partita dal ponte della Paglia diretta all'ingresso dei Giardini della Biennale. Qui sono stati nuovamente adagiati sulla bandiera dell'Unione europea.
Tra gli slogan «Slava Ukraini», «Assassini russi fuori dalla Biennale» e «Biennale per artisti, non per terroristi». Presenti bandiere ucraine, della Ue, della Georgia, la bandiera iraniana con il leone e il sole simbolo dello scià di Persia e quella della Nato.
Le autorità ucraine hanno riferito stamane di diversi attacchi militari attribuiti alle forze russe avvenuti nelle ore immediatamente precedenti, tra ieri sera e la nottata appena trascorsa, con almeno 5 morti e 5 feriti.
Lo riporta Ukrinform, mentre Rbc aggiunge, citando l'aviazione di Kiev, che l'esercito di Mosca ha lanciato contro aree dell'Ucraina almeno un missile balistico Iskander-M e 43 droni d'assalto a partire dalle 18.00 di ieri ora locale, nonostante tra le parti sia entrata nel frattempo in vigore, almeno formalmente, una tregua di tre giorni (a partire da oggi).
Si è conclusa la parata sulla Piazza Rossa per l'81esimo anniversario della vittoria sul nazifascismo, svoltasi quest'anno in tono minore e senza il dispiegamento di equipaggiamenti militari.
Il presidente Vladimir Putin, accompagnato dai pochi ospiti stranieri presenti, tra i quali il suo omologo bielorusso Alexander Lukashenko e kazako, Kassim-Jomart Tokayev, si è recato sulla Tomba del milite ignoto, sotto le mura del Cremlino, appena fuori dalla Piazza Rossa, per deporre fiori in onore dei caduti in quella che in Russia è conosciuta come la Grande guerra patriottica.
Come è tradizione, l'appuntamento si è aperto con la sfilata di un picchetto che portava la bandiera russa e quella dell'Unione Sovietica, presentata come quella innalzata a Berlino il giorno in cui le truppe di Mosca presero il controllo della capitale del Terzo Reich.
Nel suo discorso, Putin ha affermato che l'esempio dei soldati sovietici che diedero la vita per sconfiggere il nazifascismo, oggi «ispira i soldati che svolgono il loro dovere nell'operazione militare speciale» in Ucraina e «resistono contro una forza aggressiva che è sostenuta dall'intero blocco della Nato».
Putin ha aggiunto che il destino del Paese non sarà deciso solo dai soldati, ma da tutto il popolo russo. «Rimanendo uniti, la vittoria sarà sempre nostra», ha concluso il capo del Cremlino.
Il portavoce presidenziale russo, Dmitry Peskov, ha dichiarato che non ci sono stati tentativi di interrompere le celebrazioni del Giorno della Vittoria a Mosca. «Non ci sono stati tentativi; va tutto bene», ha affermato il portavoce del Cremlino, citato da Interfax.
A seguito dell'annuncio da parte del presidente americano Donald Trump di una tregua tra Russia e Ucraina dal 9 all'11 maggio, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva detto ieri sera di avere ordinato di non attaccare Mosca durante le celebrazioni.
Da parte sua, il ministero della Difesa russo aveva dichiarato che le forze russe avrebbero lanciato un «massiccio attacco missilistico» di rappresaglia sul centro di Kiev se l'Ucraina avesse tentato di interrompere le celebrazioni del Giorno della Vittoria.
Trump ha espresso la speranza che il cessate il fuoco tra la Russia e l'Ucraina possa essere esteso. Ma durante il suo discorso di oggi sulla Piazza Rossa, il presidente russo Vladimir Putin non ha fatto alcun cenno alle dichiarazioni del suo omologo americano.
Alla presenza del presidente Vladimir Putin, è cominciata sulla Piazza Rossa di Mosca la parata per l'81esimo anniversario della vittoria sul nazifascismo.
Come è tradizione, l'appuntamento si è aperto con la sfilata di un picchetto che portava la bandiera russa e quella dell'Unione Sovietica, presentata come quella innalzata a Berlino il giorno in cui le truppe di Mosca presero il controllo della capitale del Terzo Reich.
Nel suo discorso, Putin ha affermato che l'esempio dei soldati sovietici che diedero la vita per sconfiggere il nazifascismo, oggi «ispira i soldati che svolgono il loro dovere nell'operazione militare speciale» in Ucraina e «resistono contro una forza aggressiva che è sostenuta dall'intero blocco della Nato».
Putin ha aggiunto che il destino del Paese non sarà deciso solo dai soldati, ma da tutto il popolo russo. «Rimanendo uniti, la vittoria sarà sempre nostra», ha concluso il capo del Cremlino.
In occasione della ricorrenza, oggi il presidente russo Vladimir Putin avrà tra l'altro alcuni incontri bilaterali con i leader presenti a Mosca per le celebrazioni, tra i quali il premier slovacco Robert Fico. Lo ha detto il consigliere presidenziale Yuri Ushakov, citato dalla Tass.
Quest'anno, non trattandosi di un anniversario «rotondo», il Cremlino non ha inviato inviti ufficiali ai leader stranieri, ma diversi rappresentanti dall'estero hanno comunque deciso di essere presenti, ha sottolineato Ushakov. Oltre che con Fico, Putin avrà incontri bilaterali, tra gli altri, con il presidente del Laos Thongloun Sisoulith e il sovrano della Malaysia, Sultan Ibrahim.
Sempre secondo il consigliere di Putin, il capo del Cremlino discuterà con Fico l'attuale situazione delle relazioni bilaterali e questioni internazionali. Si parlerà anche della ripresa dei lavori della Commissione intergovernativa russo-slovacca per la cooperazione economica, scientifica e tecnica.
I funzionari russi di ogni grado che incontrano il presidente Putin devono ora consegnare agli agenti del Servizio di sicurezza federale i propri orologi da polso, anche quelli meccanici. Questa disposizione è entrata in vigore inaspettatamente già a metà aprile. Lo riferisce l'agenzia ucraina Rbc, che cita «Possiamo spiegare», il progetto mediatico online che si occupa di giornalismo investigativo, in opposizione al Cremlino.
Due fonti informate sulla situazione hanno confermato le nuove regole. «I telefoni sono vietati già da tempo, ora si sono aggiunti anche gli orologi, sia elettronici che meccanici», ha detto una delle fonti a «Possiamo spiegare».
Secondo Rbc, «Putin teme un attentato alla sua vita e un possibile colpo di Stato».

