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Putin annuncia un cessate il fuoco con l'Ucraina per la Pasqua ortodossa
©Alexander Kazakov
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17 ore fa
La tregua inizierà alle 16 locali (le 15 in Svizzera) di sabato 11 aprile e durerà sino alla mezzanotte del giorno successivo — TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
un'ora fa
Zelensky: «Rispetteremo il cessate il fuoco di Pasqua»

«L'Ucraina ha ripetutamente dichiarato che siamo pronti per passi simmetrici. Abbiamo proposto una tregua durante le festività pasquali di quest'anno e agiremo di conseguenza. Le persone hanno bisogno di una Pasqua libera da minacce e di un reale movimento verso la pace, e la Russia ha la possibilità di non tornare a colpire dopo Pasqua». Lo fa sapere Volodymyr Zelensky su X dopo l'annuncio del Cremlino di un cessate il fuoco per la Pasqua ortodossa.

3 ore fa
Putin annuncia un cessate il fuoco con l'Ucraina per la Pasqua ortodossa

Vladimir Putin ha annunciato un cessate il fuoco con l'Ucraina per la Pasqua ortodossa, che cade nel weekend: lo riportano i media statali citando il Cremlino. La tregua inizierà alle 16 locali (le 15 in Svizzera) di sabato 11 aprile e durerà sino alla mezzanotte del giorno successivo.

Mosca si aspetta che anche Kiev segua l'esempio. Nei giorni scorsi Volodymyr Zelensky aveva proposto una tregua energetica, sullo sfondo dei continui bombardamenti alle infrastrutture civili.

La notizia della tregua di Pasqua è un segnale di distensione, in una fase in cui si prevede che le trattative trilaterali tra Washington, Kiev e Mosca riprenderanno a tempi brevi. Questa almeno è la valutazione di Zelensky, che in un'intervista alla Rai a chiesto anche alla premier italiana Giorgia Meloni di fare sentire la sua «importante» voce per fare sbloccare il pacchetto di aiuti della Ue da 90 miliardi in favore di Kiev.

Il Cremlino finora era stato tiepido sull'idea di una tregua. Alla fine di marzo il portavoce del presidente, Dmitry Peskov, aveva detto che Zelensky avrebbe dovuto impegnarsi per l'ottenimento di una pace duratura piuttosto che proporre un cessate il fuoco pasquale di breve durata.

Secondo Mosca, infatti, una tregua avrebbe potuto portare Kiev a riorganizzare le forze, in vista di ulteriori attività belliche. Alla fine comunque il leader russo ha deciso di optare per un cessate il fuoco, seppur minimo. Ed è stato il secondo segnale positivo in poche ore, dopo un nuovo scambio di salme di soldati caduti. Mosca ne ha consegnate 1.000 in cambio del ritorno di 41 corpi, ha detto una fonte parlamentare russa alla testata Rbk.

Sul versante europeo, il nodo irrisolto rimane il finanziamento da 90 miliardi all'Ucraina deciso nel vertice della Ue del dicembre scorso ma per ora bloccato per il veto di Budapest, che accusa Kiev di impedire il ripristino sul suo territorio del flusso di petrolio russo verso l'Ungheria attraverso l'oleodotto Druzhba.

«Giorgia Meloni - ha detto a questo proposito Zelensky nell'intervista alla tv pubblica italiana Rai - è una leader forte non solo in tutta Europa ma anche a Bruxelles. È una delle voci più esplicite, soprattutto per aiutare l'Ucraina. Oggi bisogna sbloccare i 90 miliardi di assistenza al nostro Paese. Dipende da tante voci e la voce di Giorgia è molto importante per noi». Inoltre, la premier «ha buone relazioni con gli Stati Uniti e gli Stati Uniti devono fare pressione sulla Russia per un cessate il fuoco e poi porre fine a questa guerra. Lo stesso si può dire di Bruxelles».

Sul terreno, intanto, un attacco russo ha ucciso una persona e ne ha ferite quattro nella regione meridionale ucraina di Zaporizhzhia, secondo le autorità regionali. Mentre in Russia un civile è stato ucciso dai detriti di un drone ucraino caduti su un condominio nel distretto di Krymsk, nel Territorio di Krasnodar, ha riferito il governatore della regione.

9 ore fa
Perquisita la sede di Novaya Gazeta a Mosca

La sede moscovita del quotidiano di opposizione russo «Novaya Gazeta», che ha ufficialmente interrotto le proprie attività nel 2022, è stata perquisita oggi dalla polizia. A riferirlo sono stati gli stessi giornalisti del quotidiano sulle reti sociali.

Gli agenti delle forze dell'ordine, con il viso coperto da passamontagna, sono arrivati in redazione intorno a mezzogiorno, secondo quanto riportato sul canale Telegram di «Novaya Gazeta Europa». «Non ne conosciamo il motivo: agli avvocati della redazione non è consentito l'accesso agli uffici di Potapovsky Prospekt, dove si trovano anche alcuni membri dello staff», si legge nel comunicato pubblicato mentre l'operazione era ancora in corso.

In seguito, il ministero degli interni russo ha annunciato l'apertura di un'indagine per uso illecito di dati personali, senza tuttavia specificare l'identità delle persone coinvolte. Secondo quanto riportato dalla stessa «Novaya Gazeta Europa» su Telegram, l'accusa è di avere usato risorse contenenti dati personali per la redazione di articoli e «materiale con contenuti negativi nei confronti dei cittadini russi».

«Novaya Gazeta» ha sospeso le attività alla fine di marzo 2022, dopo l'avvio dell'operazione militare in Ucraina. Alcuni dei collaboratori hanno lasciato il paese e hanno iniziato a pubblicare online «Novaya Gazeta Europa». I giornalisti rimasti in Russia hanno avviato la pubblicazione di una rivista cartacea, alla quale è tuttavia stata revocata la licenza nel settembre 2022.

17 ore fa
Il punto alle 7

Notte di attacchi incrociati tra Russia e Ucraina, con i droni ancora una volta protagonisti su entrambi i fronti. Secondo le autorità ucraine, la Russia ha lanciato 119 droni contro il Paese. La difesa aerea ne avrebbe intercettati o neutralizzati 99, ma diversi velivoli sono riusciti a colpire obiettivi in almeno undici località, causando danni a infrastrutture in varie regioni.

Parallelamente, anche Kiev ha condotto operazioni oltreconfine. Droni ucraini hanno colpito un impianto petrolifero nella regione russa di Krasnodar, nel sud del Paese. Le autorità locali hanno segnalato esplosioni, interruzioni di corrente e almeno una vittima. Mosca ha inoltre dichiarato di aver abbattuto decine di droni ucraini sul proprio territorio nel corso della notte.

Gli attacchi confermano l’intensità del conflitto, sempre più caratterizzato da operazioni a distanza e raid mirati contro infrastrutture strategiche, senza segnali concreti di una riduzione delle ostilità.

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