
Sfiducia nella politica, desolazione e rabbia, ma anche tanta solidarietà. Questo quello che vivono gli abitanti di Beirut in queste ore, dopo la terribile esplosione che ha devastato un raggio di quasi 8km nella zona del porto. Radio 3i ha intervistato Roni, un libanese di Beirut che per ragioni di sicurezza ha voluto non rivelare ulteriori dettagli sulla identità: “La gente vive con una rabbia enorme. Questo è quello che prova la maggior parte della gente della zona colpita, persone che abitavano in molte delle abitazioni distrutte. Ho sentito tanti dire, anche tra chi era illeso o era stato colpito lievemente: ‘Non siamo più vivi, siamo già morti e aspettiamo che ci seppeliscano’”.
Tanta solidarietà, ma sfiducia nella politica
Quali sono le prospettive per il paese, che è già colpito da una grave crisi politica ed economica? “Se tutti i politici ci lasciassero e se ne andassero via il Libano si ricostruirebbe velocemente. Non è la prima volta”. Ci sono oltre 300'000 sfollati e molti senza lavoro, come si vive oggi a Beirut? “Guardi, la solidarietà è molto forte. Ieri girando a piedi nei quartieri più colpiti ho visto tantissimi giovani con le scope e attrezzi per tirare via le macerie dai marciapiedi. C’è tanta gente disposta ad accogliere anche intere famiglie nella propria casa, quindi la sistemazione si trova ma il problema è quanto durerà questa situazione. Il problema è che non abbiamo nessuna fiducia in chi sta governando il Paese: né nel governo né nel Presidente né nel Parlamento. In nessuno. Poi un’altra cosa che si sta diffondendo molto tra i giovani, anche tra quelli che hanno sempre detto: ‘Non andremo mai via, siamo nati qui e avremo il futuro qui”, è che adesso tanti vogliono emigrare’”.
Molto supporto dall’estero
Nel frattempo, nelle zone colpite continuano le ricerche dei dispersi. Si teme che il bilancio delle vittime debba crescere. Da questo punto di vista quali sono le vostre sensazioni? “Stanno arrivando tanti aiuti e tanti gruppi di pronto soccorso e protezione civile. Questa mattina è arrivato un grande aereo dalla Francia, per esempio. Si spera di poter trovare persone vive. Siamo sicuri ci sia ancora tanta gente sotto le macerie e speriamo che resistano, se non sono già morti. Ci sono anche tanti che si sono messi a disposizione da subito per aiutare. Quindi questa è la cosa più importante adesso: continuare a togliere le macerie per cercare le persone vive... o anche solo i cadaveri”.
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