
Tre attivisti del movimento "No Borders" si sono arrampicati mercoledì su una torretta radar dell'aeroporto di Malpensa per srotolare uno striscione contro il rimpatrio per via aerea di 48 sudanesi.
Solo che i sudanesi in questione non si trovavano all'aeroporto milanese, bensì a Torino, da dove sono regolarmente partiti alla volta del paese africano, come previsto da un accordo raggiunto tra Italia e Sudan per il rientro dei cittadini che non hanno ottenuto il permesso di soggiorno come rifugiato.
Lo sbaglio di aeroporto non ha però evitato l'arresto dei tre attivisti, di 26, 29 e 41 anni, tutti provenienti dal presidio permamente di Ventimiglia. I tre sono finiti in manette con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, procurato allarme, interruzione di pubblico servizio, minacce e atti di autolesionismo. Ieri sono comparsi al Tribunale di Busto Arsizio, all'esterno del quale si è formato un drappello di circa 30 manifestanti che hanno esposto uno striscione di solidarietà nei confronti dei tre arrestati.
Il giudice ne ha poi convalidato l'arresto, pur ritenendo di rimetterli a piede libero, perché incensurati. Il procuratore capo Gianluigi Fontana ne aveva invece chiesto l'obbligo di firma.
"Anche il giudice ha riconosciuto il valore della loro protesta", ha commentato l'avvocato difensore dei tre arrestati, Eugenio Losco.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

