
Dalla sua nomina, Papa Francesco si è mostrato come il Pontefice della gente. Già il nome, legato a San Francesco D’Assisi, indicava uno stile di vita meno opulento rispetto ai suoi predecessori. Impegnato in Brasile per le giornate mondiali della gioventù, Papa Francesco ha riconfermato la sua attitudine rivolta al contatto diretto con la gente. E se questo animo fondamentalmente sociale sta entusiasmando i fedeli cattolici che ritrovano un erede di San Pietro vicino alle persone, altri hanno visto i propri compiti moltiplicarsi e complicarsi. Stiamo parlando del corpo delle Guardie svizzere, il contingente di 110 soldati posto a guardia del Papa. Il corpo militare ha sempre saputo adattarsi allo stile di ogni Pontefice, però con Francesco il compito è diventato più complicato. In un’intervista rilasciata al quotidiano argentino La Nación, il soldato e guardia svizzera Sebastian Roulin – 23enne attivo da due anni a San Pietro - racconta del cambiamento avvenuto con l’arrivo di Papa Francesco: "Per chi si occupa della protezione del Papa, il compito è diventato un po’ più difficile. Bisogna saper improvvisare di più e stare più attenti. Proteggere Francesco è sicuramente un lavoro più sportivo". Il compito dei militi svizzeri è sempre stato quello di trovare un equilibrio fra protezione e libertà di movimento per il Papa, perché possa sempre essere in contatto con le persone. Con Francesco, le difficoltà aumentano visto che il Pontefice ama passare il tempo in Piazza San Pietro, un luogo aperto dove nel passato successero diversi incidenti. "La Guardia svizzera è al suo servizio – commenta il comandate del corpo Daniel Anrig – ed è un onore poter aiutare Francesco a conservare questa relazione di vicinanza con i suoi fedeli. Bisogna intendere la Guardia come uno strumento supplementare che il Papa usa nel suo lavoro. Il nostro compito è di aiutarlo a creare il legame con i fedeli." Normalmente, in una settimana Francesco fa un minino di due apparizioni pubbliche: una il mercoledì e l’altra la domenica. In entrambe il Papa cerca di limitare al minimo le misure di sicurezza: nessun veicolo blindato, né scorte armate nelle vicinanza, né barriera che lo facciano sentire in trappola. Per Anrig queste richieste del Papa non sono un problema: "Francesco vuole stare prima di tutto in mezzo alla gente. E se chiede meno misure di sicurezza noi ci adattiamo al suo stile".
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