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Prosegue l'offensiva turca, bombardata una prigione ISIS
Prosegue l'offensiva turca, bombardata una prigione ISIS
Prosegue l'offensiva turca, bombardata una prigione ISIS
Redazione
7 anni fa
I curdi hanno annunciato di aver respinto un nuovo attacco e denunciano "il tentativo di favorire la fuga dei jihadisti"

Proseguono i bombardamenti dell'artiglieria e dell'aviazione turca contro obiettivi curdi nel nord-est della Siria. Lo riferiscono le tv locali, mostrando tra l'altro immagini del fumo che si leva in questi minuti dalla zona di Tal Abyad, di fronte alla località frontaliera turca di Akcakale. Altri raid si segnalano sull'area di Ras al Ayn, l'altro punto d'accesso dell'offensiva di Ankara, distante circa 120 km da Tal Abyad.

"Nella pianificazione ed esecuzione dell'operazione Fonte di Pace vengono presi di mira solo rifugi, ripari, postazioni, armi, mezzi ed equipaggiamenti che appartengono a terroristi del PKK/PYD-YPG e di DAESH (ISIS)". Lo scrive in una nota il ministero della Difesa di Ankara, respingendo così le denunce delle Forze democratiche siriane a guida curda di aver colpito "civili", uccidendone almeno 8.

Le Forze democratiche siriane (SDF) a guida curda hanno affermato di aver di nuovo respinto un "tentativo di incursione terrestre" dell'esercito turco a Ras al Ayn, dopo aver sostenuto lo stesso ieri sera rispetto a un'incursione a Tal Abyad, circa 120 km più a ovest. Si tratta dei due punti d'accesso delle forze armate di Ankara e delle milizie arabe locali cooptate dalla Turchia per l'offensiva lanciata ieri nel nord-est della Siria. Secondo la nota delle SDF, l'attacco è stato fermato "sull'asse di Tal Halaf e Haluk", di fronte alla postazione frontaliera turca di Ceylanpinar.

La scorsa notte le forze turche hanno bombardato una prigione in cui sono detenuti miliziani dell'Isis "di oltre 60 Paesi". Lo denunciano le SDF, secondo cui si tratta di "un chiaro tentativo" di favorire la fuga dei jihadisti. Il carcere colpito sarebbe quello di Chirkin nella zona di Qamishli, secondo i curdi, che lanciano l'allarme su "una catastrofe che il mondo potrebbe non essere in grado di gestire in futuro".

Non vengono tuttavia forniti dettagli sugli eventuali danni inferti all'edificio o su eventuali fughe di miliziani jihadisti. Ankara non ha commentato la specifica accusa, ma in una nota diffusa stamani dal suo ministero della Difesa ha sottolineato di colpire solo "terroristi", escludendo attacchi contro la popolazione locale o infrastrutture civile

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