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Progetto Freyja, l'Ucraina sviluppa un sistema antibalistico low cost
© KEYSTONE (EPA/PRESIDENTIAL)
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L'obiettivo fissato da Zelensky ai produttori nazionali è quello di dare vita a uno scudo antibalistico orientato alla produzione di massa, ottimizzando i costi rispetto ai sistemi occidentali tradizionali – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
un'ora fa
A Mosca c'è carenza di carburante a causa degli attacchi alle raffinerie

Il vice primo ministro russo, Aleksandr Novak, ha dichiarato che il mercato russo dei carburanti sta subendo carenze legate agli attacchi ucraini contro alcune raffinerie di petrolio, che ora sono fuori servizio per riparazioni.

«Dobbiamo riconoscere che ci sono problemi e carenze, motivo per cui vediamo code. A volte le stazioni di servizio funzionano in modo irregolare. La carenza c'è per ovvie ragioni, perché le nostre raffinerie di petrolio sono parzialmente fuori servizio a causa degli attacchi», ha affermato il vice primo ministro, citato da TASS.

6 ore fa
Raid ucraini contro raffineria e terminal petrolifero russi

Le forze ucraine hanno condotto nella notte una nuova serie di attacchi contro infrastrutture petrolifere russe, colpendo obiettivi in diverse regioni del Paese. Lo riferisce il Kyiv Independent, citando canali russi su Telegram e materiale diffuso sui social media.

Secondo il giornale ucraino, uno dei bersagli è stata la raffineria di Ilsky, nel territorio di Krasnodar, circa 500 chilometri dalle aree controllate da Kiev. Foto e video pubblicati online mostrerebbero un vasto incendio con alte fiamme all'interno dell'impianto, tra i maggiori della Russia meridionale, con una capacità produttiva di circa 6,6 milioni di tonnellate di carburante all'anno.

Il Kyiv Independent ricorda che si tratterebbe del diciassettesimo attacco ucraino contro la raffineria dall'inizio della campagna di raid a lungo raggio. L'ultimo risaliva al 2 giugno, secondo lo Stato maggiore delle forze armate ucraine. Al momento non è stato confermato il tipo di armamento impiegato, anche se nella zona sarebbe stata segnalata la presenza di droni ucraini.

Nelle ore successive, aggiunge il quotidiano, gli attacchi si sono estesi alla regione russa di Rostov. Nella città portuale di Taganrog, sul Mar d'Azov, sarebbero state osservate dense colonne di fumo in seguito a un presunto attacco contro il terminal petrolifero del porto. Le autorità russe non hanno finora confermato l'entità dei danni né eventuali interruzioni delle attività degli impianti.

7 ore fa
Russia: abbattuti 376 droni ucraini nella notte

La scorsa notte le difese aeree di Mosca hanno intercettato e distrutto 376 droni ucraini sopra le regioni russe e il Mar d'Azov. Lo riporta il Ministero della Difesa russo.

7 ore fa
Il punto alle 6.30

Incassato il via libera di Donald Trump alla licenza per la produzione dei Patriot, ora la sfida principale per l'Ucraina «non sarà la tecnologia in sé, ma il tempo necessario per avviare un ciclo produttivo completo». Lo riporta il media ucraino Rbc citando una serie di esperti del settore secondo i quali potrebbero essere necessari da almeno 12 mesi a 3 anni. Secondo Serhii Beskrestnov, consigliere del Ministero della Difesa ucraino, «non bisogna dare retta ai pessimisti e produrre i Patriot in Ucraina è possibile. L'unico problema è il tempo. Tutto questo potrebbe richiedere un anno o più. È impossibile stimarli, nemmeno approssimativamente, perché non sappiamo, ad esempio, quanto tempo impiegheranno i subappaltatori a produrre i vari componenti». Più scettica Becca Wasser, esperta di difesa presso Bloomberg Economics, che ritiene che l'avvio della produzione in Ucraina richiederà molto più tempo: «La costruzione di un missile Patriot richiede anni, il che significa che la produzione ucraina di questi missili non si concretizzerà nei tempi brevi necessari», ha affermato. Wasser ha osservato - sottolinea il media ucraino - che le tecnologie statunitensi sono soggette a uno stretto controllo e che le attuali catene di approvvigionamento produttive sono già sovraccariche. Inoltre, l'avvio di una nuova linea di produzione richiederà attrezzature specializzate e formazione del personale, il che allungherà ulteriormente i tempi di lancio della produzione. «Anche nello scenario più favorevole, la produzione di tali missili potrebbe iniziare non prima del 2029», è invece l'opinione dell'esperto di aviazione Kostiantyn Kryvolap. La questione - ha spiegato - riguarda principalmente la possibile localizzazione della produzione di missili per i sistemi Patriot, piuttosto che i lanciatori stessi: la creazione delle infrastrutture di produzione necessarie potrebbe richiedere almeno un anno, dopodiché - ha aggiunto - ci vorrebbero circa altri due anni per produrre il primo missile.

L'Ucraina è al lavoro per sviluppare un proprio sistema antimissile avanzato, in grado di competere con le capacità del Patriot statunitense ma a costi decisamente più contenuti. Il programma, denominato «Freyja», è stato confermato dal presidente Volodymyr Zelensky nel suo ultimo messaggio audio rivolto alla stampa. Il progetto vede la stretta collaborazione di partner europei, pur rimanendo sotto la direzione strategica e tecnologica di Kiev. L'obiettivo fissato da Zelensky ai produttori nazionali è quello di dare vita a uno scudo antibalistico orientato alla produzione di massa, ottimizzando i costi rispetto ai sistemi occidentali tradizionali. I primi passi operativi sono ormai imminenti: un incontro cruciale con i potenziali partner internazionali si terrà molto presto in Francia, anche se lo sviluppo completo della tecnologia richiederà comunque alcuni anni. Nel frattempo, i test sul campo sarebbero già iniziati. Secondo quanto rivelato dal Financial Times, l'Ucraina ha già effettuato il mese scorso il collaudo di un primo intercettore denominato «FP-7.X».

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