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“Profondo cordoglio per la docente deceduta”
Foto Shutterstock
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Keystone-ats
5 anni fa
Una giovane insegnante attiva a Bellinzona è morta assiderata sul Monte Rosa insieme ad un’altra alpinista. Il DECS: “Vicinanza alla famiglia”

Assiderate a 4000 metri di quota dopo ore passate a cercare una via di fuga dalla bufera. Così hanno perso la vita due donne italiane di 29 e 28 anni. La più giovane viveva e lavorava come insegnante a Bellinzona. Si era trasferita da un anno in Ticino dopo essere stata professoressa di biologia in un liceo in Vallese.

La ‘morte bianca’ ha colpito le due donne sulla Piramide Vincent, nel massiccio del Monte Rosa, un’ascensione alpinistica in alta quota che è considerata ‘facile’. Con loro c’era anche un giovane di 27 anni, che se l’è cavata con gravi congelamenti alle mani.

La scalata nonostante le cattive previsioni meteo
La cordata era salita sabato pomeriggio sulla cima nonostante le pessime previsioni meteorologiche. In fase di discesa hanno perso la traccia e hanno iniziato a vagare sul ghiacciaio con scarsa visibilità. In quota è scoppiato un temporale, poi la bufera con forte vento e temperature percepite fino a meno 10 gradi. Alle 14 i tre hanno chiesto aiuto alla Centrale unica del soccorso di Aosta senza però riuscire a indicare la loro posizione esatta. I contatti telefonici si sono interrotti.

La bufera ha ostacolato i soccorsi
L’elicottero ha più volte tentato un sorvolo nella zona. Poi una nuova telefonata con maggiori informazioni e i tre, nel tardo pomeriggio, sono stati avvistati a 4150 metri, poco sotto la vetta. Impossibile però atterrare e recuperarli a causa del maltempo. Dal rifugio Mantova è quindi partita una squadra a piedi formata da tecnici del Soccorso alpino valdostano: in serata hanno raggiunto i tre alpinisti in mezzo alla bufera. Le due ragazze, che non riuscivano più a camminare a causa di congelamenti agli arti inferiori, sono state letteralmente caricate a spalle e portate a valle.

Nulla da fare per le due donne
La 29enne ha avuto un arresto cardiaco fatale poco sopra la capanna Gnifetti, l’amica insegnante è invece arrivata viva al rifugio Mantova dove il medico del 118 per due ore ha cercato disperatamente di rianimarla. Tutto inutile: nella notte anche la giovane 28enne è morta. L’elicottero di Air Zermatt, autorizzato al volo notturno, è atterrato poco dopo davanti al rifugio, ha caricato Valerio Zolla e l’ha trasportato in Svizzera, dove è stato ricoverato in ospedale.

Il cordoglio del DECS
Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) è “profondamente toccato dalla tragedia avvenuta sul Monte Rosa, che ha coinvolto una giovane docente attiva nel Canton Ticino”. Lo riferisce lo stesso DECS attraverso un comunicato dove esprime “profondo cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia. In queste ore verrà attivato un sostegno psicologico agli allievi e ai colleghi docenti”.

“Ricordo il freddo, tanto freddo...”
“In cinque minuti il meteo è cambiato e la bufera ci ha bloccati in quota”, ha raccontato il giovane sopravvissuto. “Come sto? Vi lascio immaginare...”, si limita a dire l’alpinista di Pettenasco (Novara). “Ricordo il freddo, tanto freddo, mi sono tolto i guanti per darli a una delle due ragazze. Ho fatto il possibile per aiutare i soccorritori...”.

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