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Estero
Processo Marrakesh: procuratore chiede pene più severe
Redazione
14 anni fa

Il procuratore del tribunale antiterrorismo marocchino ha chiesto ieri sera, in sede di appello, la conferma della pena di morte pronunciata in ottobre contro Adil Al-Atmani, il principale accusato dell'attentato di Marrakesh, che nell'aprile del 2011 fece 17 morti, tra cui tre ticinesi. Nella requisitoria il procuratore ha pure chiesto la conferma della pena all'ergastolo contro Hakim Dah, il principale complice di d'Al-Atmani. Ha inoltre richiesto un aggravamento delle pene pronunciate in prima istanza, il 28 ottobre scorso, contro sette altri accusati, secondo quanto ha constatato un giornalista dell'agenzia afp. I sette complici erano stati condannati dal tribunale di Salé, presso Rabat, a pene varianti da due a quattro anni di carcere: la pubblica accusa aveva però interposto ricorso ritenendole troppo "clementi". Ieri gli accusati hanno negato categoricamente i reati loro contestati. I difensori dei famigliari delle vittime hanno a loro volta ribadito la loro richiesta di non condannare il principale accusato alla pena di morte. "Non voglio che Adil Al-Atmani diventi un martire. Voglio che cada nell'oblio per l'eternità e che soffra enormemente in carcere per aver commesso un crimine collettivo contro persone che amano la vita e l'umanità", ha dichiarato alla Corte Frank Berton, uno degli avvocati francesi di parte civile. "Nessuna religione tollera questo orribile atto di terrorismo". "Sono dei codardi, perché non vogliono riconoscere le loro responsabilità, si sono trincerati dietro la menzogna. Non hanno manifestato nessun pentimento, quando esistono tutte le prove del loro coinvolgimento", ha affermato Eric Moutet, un avvocato parigino. Nell'aprile del 2011 una bomba, azionata a distanza, posta nel caffè Argana di Marrakesh, molto frequentato dai turisti, provocò la morte di 17 persone, tra cui tre ticinesi, otto francesi e tre marocchini. ATS

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