
Il pubblico ministero del processo Maradona, Patricio Ferrari, ha chiesto la condanna a 12 anni di reclusione per il principale imputato, il neurochirurgo Leopoldo Luque, che guidava lo staff medico incaricato di vegliare sulla salute dell'ex campione del mondo argentino deceduto il 20 novembre del 2020 all'età di 60 anni.
Il pm ritiene che il neurochirurgo che aveva in cura Maradona sia responsabile del delitto di omicidio con dolo eventuale aggravato dalla sua condizione di medico e dal vincolo di amicizia.
La condanna più pesante
Si tratta della condanna più pesante invocata dal pm, che ha chiesto invece 8 anni di reclusione nel caso della coordinatrice dell'assicurazione sanitaria Swiss Medical, Nancy Forlini, e della psichiatra Agustina Cosachov, sempre per il delitto di omicidio semplice. Chiesti cinque anni invece per lo psicologo Carlos Diaz e quattro per l'infermiere Ricardo Almiron e il suo capo, Mariano Perroni, ritenuti colpevoli di omicidio colposo. Per il pm è invece da scagionare il medico clinico Pedro Di Spagna, «l'unico che ha fatto quello che doveva fare e che non aveva potestà di decisione sulle condizioni di degenza della vittima».

