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Estero
Processo Eternit: azienda al contrattacco, raffica di eccezioni
Redazione
17 anni fa

Dopo anni di silenzio la Eternit è passata al contrattacco. Alla ripresa dell'udienza preliminare, oggi a Torino, non solo ha chiesto di estromettere una discreta parte delle 765 parti civili per i morti e i malati da amianto nei quattro stabilimenti italiani della multinazionale, ma ha sollevato una questione di legittimità costituzionale che, se venisse accolta, farebbe saltare il processo e, in prospettiva, potrebbe addirittura cancellare un pezzo del codice di procedura penale. A lanciare la bomba, nella maxi-aula 1 del Palazzo di Giustizia, è stato il professor Astolfo Di Amato, difensore del magnate elvetico Stephan Schmidheiny (l'altro imputato, il barone belga Jean Louis de Cartier, è assistito da Cesare Zaccone). La tesi, in estrema sintesi, è questa: è giusto permettere le costituzioni di parte civile? "L'articolo 111 della Costituzione - ha detto Di Amato - vuole che il processo si svolga in tempi ragionevoli. Ma i nostri processi, che dovrebbero servire per accertare le responsabilità penali degli imputati, quando ci sono le parti civili devono anche stabilire se ci sono dei danni. Questo li appesantisce. Li rallenta". Se il Gup Cristina Palmesino non accoglierà l'eccezione - mai presentata prima in Italia - dovrà comunque pronunciarsi sulle altre richieste delle difese, secondo cui dovrebbero sparire dal processo almeno 150 persone che nel 1993 firmarono un accordo con la Eternit all'epoca della prima causa penale, i sindacati territoriali, le Onlus, le associazioni delle vittime. ATS

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