
Adil Al-Atmani, il principale accusato dell'attentato di aprile al "Café Argana" di Marrakech che aveva provocato 17 morti, tra cui tre giovani residenti in Svizzera, è stato condannato oggi alla pena capitale dal tribunale di Salé, presso Rabat. Hakim al Dah, uno dei suoi complici, ha ottenuto l'ergastolo. Questa è la prima volta in 19 anni che un imputato viene condannato alla pena di morte in Marocco. Prevista nel codice penale, questa non è infatti più applicata dal 1992. Gli avvocati delle famiglie delle vittime dell'attentato di Marrakesh avevano chiesto il carcere a vita. Stamane, uno alla volta, gli imputati hanno preso la parola per dire che non hanno nessun legame con la Jihad e con il terrorismo. "Non sono coinvolto in questo attentato. Sono innocente", ha in particolare affermato il principale accusato, il marocchino Adil Al-Atmani. L'attentato, il più violento in Marocco dal 2003, è stato commesso il 28 aprile sulla terrazza del "Café Argana", sulla piazza centrale di Marrakech, luogo turistico per eccellenza. Quattro ticinesi si trovavano nel locale: due ragazzi e una ragazza sono morti, mentre un'altra giovane è sopravvissuta alle gravi ferite. Altre 14 persone sono decedute nell'attacco, tra le quali 8 francesi. Al-Atmani aveva riconosciuto le sue colpe dinnanzi al giudice istruttore pochi giorni dopo l'attentato. In seguito aveva però ritrattato e si era proclamato innocente. ATS
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