
Un gruppo di ragazzi che, dopo aver aspettato la mezzanotte in piazza Duomo, si è spostato in Galleria e ha molestato alcune ragazze che ha incrociato: ci sono anche loro tra le 50 persone che questa notte a Milano hanno ricevuto un ordine di allontanamento secondo il provvedimento firmato nei giorni scorsi dal prefetto Claudio Sgaraglia che ha istituito cinque zone rosse in città.
Il provvedimento
Dal 30 dicembre, infatti, le persone che assumono "atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti, determinando un pericolo concreto per la sicurezza pubblica" e hanno precedenti penali per determinati reati riceveranno una sorta di Daspo urbano (Divieto di accedere a un determinato luogo per motivi di ordine pubblico) che può portare a una condanna fino a 3 mesi di carcere e 200 euro di multa. E Capodanno è stato il primo vero banco di prova per un provvedimento che resterà in vigore fino al 31 marzo in cinque zone della città, a partire da piazza Duomo e dintorni per finire ai Navigli, passando per le vie attorno alle stazioni Centrale, Garibaldi (con piazza Gae Aulenti e l'area di corso Como) e Rogoredo (con tutto il quartiere Corvetto).
Oltre 2000 controlli e 50 allontanati
Tra le oltre 2000 persone controllate da quasi 900 agenti delle forze dell'ordine in 50 hanno ricevuto l'ordine di allontanamento, per la maggior parte pregiudicati che si trovavano nella zona rossa del centro affollato da circa 25 mila persone che hanno aspettato in Duomo l'arrivo del nuovo anno. Ma Milano non è l'unica città dove sono state istituite zone rosse, visto che anche i prefetti di Napoli e a Firenze hanno seguito l'invito del ministro dell'Interno italiano Matteo Piantedosi di adottare un provvedimento che lui per primo aveva sperimentato nel 2018 quando era prefetto di Bologna. Un provvedimento che però ha provocato la ferma contrarietà della Camera Penale di Milano preoccupata "per i riflessi che il provvedimento determina sulle garanzie individuali" e perchè "la percezione d'insicurezza, vera o presunta, diviene l'occasione per restringere spazi di libertà".
"Diritti tutelati compromessi"
Per i penalisti milanesi, "allarma il fatto che diritti tutelati a livello costituzionale e convenzionale, anche attraverso una esplicita riserva di legge, quali quelli alla libertà personale (l'allontanamento forzoso la viola senza dubbio) e di movimento, vengano compressi con provvedimenti dai contenuti tutt'altro che tipici, che rimandano a categorie impalpabili (atteggiamenti aggressivi, concreto pericolo per la sicurezza pubblica?), e di durata non corrispondente alle presunte ragioni di urgenza legittimanti il provvedimento di natura eccezionale".

