
Si sta svolgendo a Paese, nella "Domus Marcel", residenza del religioso negazionista don Floriano Abrahamowicz, la messa da requiem organizzata dallo stesso sacerdote lefebvriano a suffragio di Erich Priebke. All'evento, blindato da un fitto cordone di polizia e carabinieri, stanno partecipando circa 40 persone a titolo prevalentemente personale. Lo stesso don Abrahamowicz ha spiegato di aver rivolto personalmente un invito alle associazioni di estrema destra a non intervenire se non attraverso singoli elementi e senza manifestare in modo collettivo. All'esterno della cappella è stato eretto un catafalco al di sotto del quale è stato collocato un simulacro del feretro dell'ufficiale nazista morto alcuni giorni fa. L'unico esponente di una pubblica autorità presente è Loris Mazzorato, sindaco leghista di Resana (Treviso), il quale ha spiegato la sua scelta accomunando la necessità di Priebke - figura comunque condannata - di eseguire ordini superiori con quella dei primi cittadini costretti ad ubbidire a disposizioni statali contrarie alla propria volontà. "Le leggi orrende della guerra ancorate nel diritto internazionale non sono colpa del semplice soldato", ha detto nell'omelia don Abrahamowicz. "Il requiem per Priebke - ha aggiunto - è un atto dovuto in quanto Priebke è morto da cattolico. Questo requiem non è un funerale perché la salma non c'è. Si prega per il defunto e si applicano al defunto i meriti della morte e della risurrezione di Gesù Cristo realmente presente nel santo sacrificio della messa". "Insomma - ha proseguito Abrahamowicz - si prega per il povero peccatore Priebke. Ma attenzione: peccatore sì, criminale di guerra no".
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