
Il presidente dell'Uganda, Yoweri Museveni, si è rifiutato di firmare una controversa legge anti-Lgbtq+ che prevede anche la pena di morte per l'omosessualità, chiedendo che venga riportata in Parlamento per essere riesaminata. Lo riporta il Guardian.
Pena minima di 20 anni di reclusione
La legge, che era stata approvata dal Parlamento il mese scorso, prevede che chiunque sia sorpreso in atti omosessuali possa incorrere in una pena minima di 20 anni di reclusione che, per i casi più eclatanti, può arrivare anche a quella di morte.
Sanzioni economiche
La proposta di legge aveva suscitato la ferma condanna delle comunità Lgbtq+ di tutto il mondo e anche di molti governi occidentali. Gli Stati Uniti avevano minacciato di imporre sanzioni economiche all'Uganda se la legge fosse stata promulgata. Secondo un portavoce del presidente, Museveni ha chiesto ai parlamentari di considerare "la questione della riabilitazione" per gli omosessuali. "Sono totalmente d'accordo con la proposta di legge, ma il mio problema principale è la persona psicologicamente disorientata", ha dichiarato Museveni, secondo un comunicato.

