
Il presidente sudcoreano Moon Jae-In si è espresso a favore della proibizione del consumo di carne di cane nel suo Paese, pratica ancora presente anche se sempre meno diffusa. Lo riferisce l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap. La proposta è stata avanzata durante un incontro con il Primo Ministro, con il quale Moon discuteva del piano governativo per migliorare l’assistenza agli animali domestici abbandonati. Il presidente Moon è comunque parso cauto sul tema: “Non è forse giunto il momento di considerare prudentemente la proibizione del consumo di carne di cane?”
Fattorie ancora in attività
Un numero sempre maggiore di sudcoreani vive con dei cani, ma nel Paese dell’Estremo Oriente sono ancora in attività delle fattorie di allevamento di cani destinati al consumo alimentare. Lo stesso presidente Moon è padrone di cani “da compagnia”.
La Corea del Sud dispone di una legge per la protezione degli animali, pensata principalmente per prevenire il brutale massacro di cani e gatti ma non per impedire il consumo in sé.
Le reazioni
Non si è fatta attendere la reazione degli allevatori di carne canina: “I cani che sono allevati per il consumo pesano fra i 35 e gli 80 chilogrammi. Sono razze particolari allevate in un contesto completamente differente rispetto agli animali domestici”, ha dichiarato Cho Hwan-Ro, che rappresenta un gruppo di allevatori di cani. Ai dubbi avanzati dagli operatori del settore hanno risposto una cinquantina di associazioni di cittadini, fra le quali l’Associazione coreana di protezione degli animali. In una conferenza stampa congiunta, le associazioni hanno salutato la proposta di Moon Jae-In: “Il tanto atteso bando della carne di cane non può essere ulteriormente posposto, anche se un piccolo numero di proprietari di fattorie per l’allevamento di cani da carne continua a opporsi”.
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