
Sciagura aerea senza precedenti per la Polonia nel giorno del ricordo dei 70 anni della strage di Katyn: il presidente polacco Lech Kaczynski è morto nell'aereo presidenziale con il quale stava per atterrare a Smolensk, in Russia. Avrebbe dovuto commemorare gli oltre 22.000 ufficiali e soldati polacchi massacrati dai sovietici nel 1940. Nella sciagura, la cui dinamica non è ancora chiarita, non vi sono superstiti: 96 le vittime del Tupolev 154 schiantatosi al suolo alle 10:50 locali (8:50 in Svizzera) durante l'atterraggio in mezzo ad una fitta nebbia. Assieme al capo dello Stato e alla moglie Maria è stata decimata una grossa fetta della classe dirigente polacca e numerosi deputati del partito del presidente, Pis (Diritto e Giustizia, conservatore). Non era invece a bordo, contrariamente a voci circolate in un primo momento, il leader del Pis, l'ex premier e fratello gemello del presidente, Jaroslaw Kaczynski. Della delegazione che acccompagnava il presidente a Katyn facevano anche parte personalità storiche, come l'ultimo presidente del governo polacco in esilio a Londra, Ryszard Kaczorowski, morto anch'egli con gli altri. ATS
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