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Estero
Presidente del CICR andrà in Mali
Redazione
14 anni fa

Il presidente del CICR Peter Maurer si recherà in Mali entro fine mese, ha indicato un portavoce dell'organizzazione umanitaria. Il Mali è in preda ad una grave crisi umanitaria e il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) è una delle poche organizzazioni attive nel nord del paese. "Il viaggio è previsto dal 21 al 24 ottobre", ha precisato all'ats Jean-Yves Clémenzo senza fornire dettagli sul programma e l'itinerario di Peter Maurer. Il 12 settembre il CICR ha lanciato un appello a raccogliere 25 milioni di franchi per far fronte ai bisogni più urgenti nel paese, in particolare per viveri e medicinali. Il Mali è diventato la quarta operazione umanitaria per importanza dell'organizzazione nel 2012. Sempre oggi l'Onu ha denunciato la situazione allarmante delle donne nel nord del Mali, controllato da gruppi fondamentalisti islamici. Da quando i gruppi di Ansar Dine, Mujao e Aqmi hanno preso il controllo del nord del Paese, sono stati denunciati nuovi casi di violazioni dei diritti umani e di violenze. "Le restrizioni dei diritti civili e politici si sono accentuate a causa di una severa interpretazione della sharia (legge islamica), e pene crudeli e disumane sono applicate in modo sistematico, quali esecuzioni, amputazioni e lapidazioni", ha denunciato il vice segretario generale dell'Onu per i diritti umani Ivan Simonovic, al termine di una visita di quattro giorno nel Nord del Mali. Negli ultimi mesi sono state segnalate almeno tre esecuzioni, otto amputazioni e due flagellazioni. Inoltre casi di matrimoni forzati sarebbero frequenti e le donne sarebbero vendute e costrette a risposarsi. Una delle persone incontrate ha riferito a Simonovic che nel Nord le donne non solo sono in vendita, ma lo sono per il prezzo di appena mille dollari. Altrettanto inquietanti, le informazioni su liste - che sarebbero compilate dai fondamentalisti - di donne che hanno avuto figli fuori dal matrimonio, o rimaste incinte senza essere sposate. "Questo potrebbe indicare che alcune donne sono esposte al rischio imminente di essere sottoposte a pene crudeli e disumane", ha detto Simonovic. Per il rappresentante dell'Onu, appare chiaro che "le donne sono le prime vittime della crisi attuale e risultano colpite in modo sproporzionato dalla situazione nel Nord". I loro diritti umani, dal lavoro, all'istruzione e all'accesso ai servizi sociali di base sono stati seriamente ridotti. ATS

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