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Ponte Morandi: "Un fallimento dell'ingegneria"
Ponte Morandi: "Un fallimento dell'ingegneria"
Ponte Morandi: "Un fallimento dell'ingegneria"
Redazione
8 anni fa
Il professore Antonio Brancich due anni fa parlò di "ponte da sostituire". Autostrade: "Dai controlli mai emerso nulla"

“Il ponte Morandi viene di solito indicato come un capolavoro, in realtà è l’esempio del fallimento dell’ingegneria. Se di ponti di quel tipo ce ne sono tre in tutto il mondo, un motivo ci sarà”. Correva l’anno 2016 e l’ingegnere Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in cemento armato presso la facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova, parlava in questi termini del viadotto sul Polcevera, inaugurato nel 1967 e progettato dall'ingegner Riccardo Morandi, crollato poche ore fa.

In un’intervista rilasciata all’emittente Primo Canale, il professore affermò che il ponte "prima o poi dovrà essere sostituito. Ci sarà un momento in cui il costo della manutenzione sarà superiore a quello della sostituzione”.

Il ponte è stato interessato ad ingenti lavori di manutenzione straordinaria sin da subito. Negli anni ’90, ad esempio, a seguito di evidenti segnali di cedimento, gli stralli originari furono affiancati da nuovi cavi di acciaio. La corrosione di questi ultimi è stata più rapida del previsto dal momento che, come attestò Brencich, “un ponte deve durare tra i settanta e gli ottant’anni senza manutenzioni di questo tipo". 

Ora monta la polemica per tutto ciò che non è stato fatto in questi anni e si cerca di dare un nome ai responsabili della tragedia. "Mi dispiace tantissimo, mi dispiace da cittadino italiano, constatare come sulla manutenzione ordinaria in Italia non si sia fatto a sufficienza, e questi fatti ne sono la testimonianza" ha dichiarato il ministro italiano per le Infrastrutture e Trasporti Danilo Tominelli. "La manutenzione viene prima di ogni cosa. Chi sarà identificato come responsabile deve pagare fino all'ultimo. Ora è totalmente prematuro dirlo" riferisce il ministro in un tweet, dove esprime, tra l’altro, la propria solidarietà per la città.

Autostrade: "Dai controlli non è mai emerso nulla"

Dal canto suo Autrostrade per l'Italia afferma che dai controlli non è mai emerso nulla: "Per noi è qualcosa di inaspettato e imprevisto rispetto all'attività di monitoraggio che veniva fatta sul ponte". Lo ha detto all'Ansa il direttore del Tronco di Genova di Autostrade per l'Italia Stefano Marigialiani, secondo cui nulla lasciava presagire che potesse accadere. "Assolutamente non c'era nessun elemento per considerare il ponte pericoloso", una struttura dal punto di vista ingegneristico "molto complesso. Da qui la moltitudine di controlli", ma "nulla è emerso che facesse presagire" questo. 

"Quello che è successo è sotto gli occhi di tutti: un pezzo dell'opera ha ceduto. Per dire quali siano le cause è veramente prematuro. Dovremo indagare con accuratezza, vagliando tutte le ipotesi. In questo momento sono all'opera le squadre di soccorso, che noi affianchiamo con una mera attività di supporto: stiamo gestendo tutti gli aspetti viabilistici per garantire la continuità della circolazione", spiega Marigliani, che, in merito alle ipotesi che un fulmine abbia colpito il ponte, ha aggiunto: "E' una cosa che dovremo cercare di comprendere. Qualcosa è successo".

Il ponte Morandi, ha spiegato il direttore del Tronco genovese, "è stata interessata da interventi di manutenzione su diversi fronti": in particolare erano "in fase di ultimazione gli interventi sulle barriere di sicurezza" iniziati nel 2016. "Questa opera è soggetta da parte nostra da costante attenzione e cura", ha sottolineato. In particolare, per verificare la sicurezza della struttura, le Autostrade utilizzano "strumenti avanzati" e sul ponte venivano effettuate "prove riflettometriche" per rilevare la situazione all'interno del calcestruzzo: "dalle ultime, effettuate ad inizio 2017 - ha detto Marigliani - non è emerso nulla".

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