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Ponte Morandi, accuse incrociate
Ponte Morandi, accuse incrociate
Ponte Morandi, accuse incrociate
Redazione
8 anni fa
La Commissione ispettiva del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti punta il dito contro Autostrade per l'Italia

Pesanti accuse ad Autostrade per l'Italia (Aspi) da parte della Commissione ispettiva del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (Mit) italiano per il crollo del ponte Morandi, il viadotto autostradale di Genova crollato lo scorso 14 agosto causando la morte di 43 persone.

Autostrade per l'Italia "pur a conoscenza di un accentuato degrado del Viadotto e in particolare delle parti orizzontali " che mostravano "deficit strutturali non ha ritenuto di provvedere come avrebbe dovuto al loro immediato ripristino e per di più non ha adottato alcuna misura precauzionale a tutela della utenza", si legge nella relazione della Commissione ispettiva del Mit presieduta dall'ingegner Alfredo Principio Mortellaro, che era stata nominata dal ministro Danilo Toninelli subito dopo il crollo.

Nel documento si analizza in dettaglio il progetto di retrofitting elaborato dall'azienda ma si lamenta come la presentazione dell'intervento sul ponte "fattane da Aspi, come di un mero ripristino conservativo dell'opera al fine di 'allungarne la vita utile', non ha consentito" alla Direzione generale per la vigilanza sulle concessioni autostradali del Mit "di coglierne la complessità tecnica ed organizzativa e quindi l'opportunità di inviarlo al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici". Inoltre si segnala come il fatto che siano stati i tecnici stessi di Aspi ha presentare - lo scorso 1° febbraio - il progetto di intervento sulla struttura rappresenti una "procedura irrituale ed inopportuna al fine di un esame neutrale del progetto".

E comunque, osserva la commissione, "nessuno, né Autostrade, né la Divisione 4, né il CTA del Provveditorato, ha colto la necessità di valutare l'importanza del progetto e la sua coerenza con la particolare e complessa struttura portante" del viadotto.

La relazione della Commissione ispettiva del Mit contiene "mere ipotesi ancora integralmente da verificare e da dimostrare", risponde Autostrade per l'Italia in una nota. "La relazione stessa non tiene in alcun conto gli elementi di chiarimento forniti dai tecnici della Concessionaria nel corso delle Audizioni rese su richiesta della Commissione", sottolinea Aspi.

Inoltre, prosegue la società, i tecnici della società non hanno avuto finora la possibilità di accedere ai luoghi sottoposti a sequestro da parte della Procura di Genova e quindi di svolgere le analisi e le indagini necessarie per ipotizzare dinamiche e cause del crollo, che peraltro non vengono chiarite neanche dalla Commissione (i cui membri hanno avuto, invece, libero accesso ai luoghi).

"In questo contesto - afferma Aspi - le responsabilità ipotizzate dalla Commissione a carico di Autostrade per l’Italia non possono che ritenersi mere ipotesi ancora integralmente da verificare e da dimostrare, considerando peraltro che il comportamento della Concessionaria è stato sempre pienamente rispettoso della legge e totalmente trasparente nei confronti del Concedente".

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