
"Ho sentito un rumore assordante, fortissimo, come quando scaricano piastrelle e cemento. Mi sono affacciato alla finestra. Pioveva talmente forte che all'inizio non ho visto nulla. Poi nello spazio di un minuto mi sono accorto di quanto successo. Non credevo ai miei occhi. Mi sembrava assurdo. Mancava proprio un pezzo".
Queste le parole raccontate da Mirko ai microfoni di Radio 3i, un ragazzo che vive a circa a 200 metri in linea d'aria dal ponte crollato a Genova. Un'esperienza scioccante per il ragazzo: "Dal mio angolo di palazzo si vede l'arcata centrale e tutto il pezzo che è crollato. È scioccante, sei abituato a vedere la campata di un ponte paragonabile a quello di Brooklyn e ora non lo vedi più...C'è solo il vuoto e un pilastro tagliato a metà".
Secondo il testimone la tragedia sarebbe potuta essere ben peggiore se l'incidente fosse avvenuto in un giorno di intenso traffico: "Sarà più di vent'anni che su questo ponte fanno manutenzione...È un ponte concepito per il traffico di 60 anni fa. Oggi era una di quelle giornate che non c'era coda e pioveva...Quindi è andata ancora "bene". Se succedeva ieri, con il traffico di turisti che vanno a prendere le navi al porto sarebbe stata una tragedia immane".
Anche il giornalista Davide Lentini, già attivo a Primocanale, emittente tv ligure, conferma che il dibattito sulla manutenzione del ponte, uno dei più trafficati per raggiungere il porto, va avanti da anni in città: "Da anni si sapeva che il ponte Morandi non avrebbe retto" racconta a Radio 3i. "Una decina di anni fa addirittura tecnici, esperti e ingegneri gli avevano dato dieci anni di vita. Non credo si sia fatto molto in questo periodo di tempo per metterlo in sicurezza. Il dibattito in città era aperto da tempo sul fatto che quel ponte non fosse sufficiente per reggere tutto quel traffico di tir e auto che vanno e vengono dal porto. Si parlava di raddoppio del ponte, di buttarlo giù e rifarlo o di fare un tunnel. Non è stato fatto nulla e oggi siamo arrivati a questa tragedia".
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