
Il fuoco li ha sorpresi nel sonno: sono almeno 22 i morti nell'incendio divampato durante la notte in un ostello per senzatetto nel nordovest della Polonia. I feriti sono 20, riferisce l'edizione online della Bbc: uno versa in gravi condizioni, gli altri - tra cui un bimbo di 8 mesi - hanno riportato ustioni e patiscono problemi respiratori causati dal fumo. Molti si sono procurati gravi fratture gettandosi dalle finestre per salvarsi dalle fiamme. Le cause dell'incendio sono ignote, le squadre di emergenza sono ancora al lavoro tra i detriti dell'edificio. Il primo ministro Donald Tusk si è recato nella cittadina stamani: "L'aiuto sarà completo e garantirà ai sopravvissuti gli alloggi di cui avevano bisogno", ha detto. Il capo dello Stato, Lech Kaczynski, ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Il presidente della Commissione Ue, José Manuel Barroso, ha espresso le proprie condoglianze al popolo polacco. La tragedia si è consumata a Kamien Pomorski, cittadina di novemila abitanti ad una sessantina di chilometri dal confine con la Germania. Nell'ostello di tre piani erano registrate almeno 77 persone, in attesa di ricevere un alloggio dalle autorità locali, ha reso noto Marcin Rodak, del centro nazionale emergenze. Non tutti coloro che erano registrati sono stati individuati: si teme che il bilancio dei morti possa crescere, ha sottolineato il portavoce dei vigili del fuoco, Pawel Fratczak, spiegando poi che sarà difficile identificare molte delle vittime, perché i corpi sono stati completamente bruciati. L'incendio è divampato all'una di notte. I testimoni raccontano che l'edificio ha preso fuoco come una torcia: "Le fiamme avevano una velocità incredibile, i vigili sono stati costretti ad afferrare i bambini che i genitori lanciavano dalle finestre", ha detto alla tv locale TVN24 uno dei soccorritori, Daniel Kopalinski. "C'erano delle scale, ma arrivavano solo al primo piano", ha racconta alla tv un testimone, Dariusz Janyszko, fratello di una delle vittime. "Ho gridato a mia sorella che era al secondo piano di saltare giù, me lei non l'ha fatto e poi è stato troppo tardi", ha aggiunto. Dalle finestre dell'edificio uscivano fiamme enormi. Si tratta dell'incendio più grave nel Paese dal 1980, quando nel rogo di un istituto per malati mentali a Gorna Grupa, nel nordovest, persero la vita 55 persone. ATS
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