
Sarà il liberale Donald Tusk, il vincitore delle elezioni anticipate del 21 ottobre scorso, a guidare il nuovo governo polacco, e la sua designazione ufficiale oggi a primo ministro chiude definitivamente l'era seppur breve dei fratelli Kaczynski, due anni segnati da una politica scorbutica e apertamente antieuropeista da parte di Varsavia. In verità, uno dei "gemelli terribili" - il presidente Lech Kaczynski, il più "morbido" dei due - resta in carica fino al 2010, ma senza l'appoggio del fratello, il premier uscente Jaroslaw, il suo potere sarà notevolmente indebolito, condizionato dalla coabitazione con il nuovo primo ministro liberale. Dopo la sconfitta elettorale subita dal fratello premier, il presidente Lech Kaczynski non ha nascosto la sua intenzione di rendere difficile la vita al futuro primo ministro liberale, minacciando di porre il veto su nomine di ministri e provvedimenti legislativi. Subito dopo la sua designazione a nuovo premier, Tusk ha annunciato che nel giro di una settimana renderà nota la lista dei ministri, mentre nella settimana successiva si presenterà in parlamento per il discorso programmatico e il voto di fiducia. Ancor prima della sua designazione alla guida del governo, Tusk ha sottolineato la sua intenzione di allentare le tensioni fra Polonia e Unione Europea e di migliorare i rapporti - fondamentali per Varsavia - con Russia e Germania. Sul piano interno il futuro premier intende calmare l'atmosfera politica rimasta incandescente nei due anni del governo Kaczynski, consolidare la crescita economica sempre molto robusta, ridurre la burocrazia, rilanciare le privatizzazioni e riformare il sistema sanitario. ATS
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