
La polizia greca ha preso d'assalto stamane l'Acropoli di Atene liberandola dall'occupazione di un gruppo di lavoratori precari del ministero della Cultura, ma il principale sito archeologico greco è rimasto chiuso e si annunciano nuove mobilitazioni. Decine di agenti dei reparti antisommossa (Mat) sono intervenuti per sgombrare una trentina di precari che da ieri impedivano a migliaia di turisti di visitare il Partenone per protesta contro il mancato pagamento degli stipendi e per protestare contro l'imminente licenziamento di 350 persone previsto per fine mese nell'ambito del piano di austerità. I poliziotti hanno fatto uso di bombe lacrimogene e manganelli liberando l'entrata principale del sito archeologico, alle pendici della Collina Sacra e fermando alcune persone. Ma l'Acropoli è rimasta chiusa per tutta la giornata per motivi di sicurezza e per una protesta di solidarietà da parte dei dipendenti a tempo indeterminato del ministero della Cultura. E il sindacato dei precari ha annunciato che continuerà le manifestazioni nei prossimi giorni. La polizia è rimasta sul posto per evitare nuove possibili occupazioni. Il portavoce del governo socialista, Giorgio Petalotis, ha giustificato l'intervento della polizia, nel quale sono rimasti coinvolti anche giornalisti e curiosi, affermando che "dobbiamo proteggere l'Acropoli come stato e come società". E in parlamento il viceminsitro alla cultura Giorgio Nikitiadis ha detto che "l'Acropolis è patrimonio dell'umanità e non può essere lasciata alla mercé delle rivendicazioni di 30 dipendenti mentre si impedisce l'accesso ai turisti che hanno fatto migliaia di chilometri per recarvisi". I manifestanti, che chiedono disperatamente il pagamento di arretrati di quasi due anni e garanzie per il futuro, ieri pomeriggio avevano già respinto un tentativo delle autorità di convincerli a desistere, ed avevano trascorso la notte sulla Collina Sacra. Stamane avevano tenuto chiusi i battenti sino all'arrivo della polizia che entrando da un passaggio sul fianco della collina aveva posto rapidamente fine alla rivolta. ATS
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