
La ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf difende il modo di precedere del suo dipartimento in relazione all'arresto del regista franco-polacco Roman Polanski. Non c'erano alternative, afferma la consigliera federale alla "Sonntagszeitung". "Dal mio punto di vista" un avvertimento "sarebbe stato da considerare un favoreggiamento, rispettivamente una violazione del segreto d'ufficio", spiega la Widmer-Schlumpf. Il procedimento si è svolto in maniera corretta. La ministra respinge pure il rimprovero secondo cui le autorità di giutizia avrebbero potuto attivarsi anche in precedenza, visto che Polanski possiede uno chalet a Gstaad (BE) e vi trascorre regolarmente le vacanze: "il Dipartimento di giustizia ha sempre saputo dei suoi soggiorni solo a posteriori". Ma "questa volta sapeva che sarebbe arrivato", dato che gli organizzatori del Festival del film di Zurigo avevano annunciato la sua presenza, ha proseguito la Widmer-Schlumpf. Tuttavia Polanski ha dovuto contare sulla possibilità di un arresto anche in occasione dei suoi precedenti soggiorni in Svizzera. La consigliera federale critica poi l'Ufficio federale della cultura e gli organizzatori della rassegna, che avrebbero dovuto chiarire a fondo la situazione giuridica. Anche il direttore dell'Ufficio federale di giustizia (UFG) Michael Leupold si dice convinto che avvisando Polanski sarebbe stato violato il segreto d'ufficio. Alla "Sonntagszeitung" Leupold spiega di essere stato lui stesso a decidere di rinunciare a un avvertimento. Egli ha informato la Widmer-Schlumpf solo una volta emesso l'ordine d'arresto. Lo stesso UFG, che ha fatto arrestare il regista sabato scorso al momento del suo arrivo a Zurigo, nella primavera 2006 aveva dato a Polanski il via libera per l'acquisto di un'abitazione a Gstaad, scrivono la "NZZ am Sonntag" e "Sonntag.ch", nonostante a fine 2005 fosse stato emesso un mandato d'arresto internazionale. Allora era ministro della giustizia Christoph Blocher. Durante le sue ripetute visite nella località bernese, negli ultimi tre anni e mezzo Polanski non è mai stato arrestato dalla giustizia elvetica. Sulla "NZZ am Sonntag" Leupold difende i suoi collaboratori: nel caso Polanski sono state attive "due unità organizzative completamente separate con compiti legali differenti". ATS
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