
Roman Polanski, tramite il suo avvocato francese, ha oggi seccamente respinto le nuove accuse di violenza sessuale formulate ieri nei suoi confronti dall'attrice inglese Charlotte Lewis per presunti fatti avvenuti quasi 30 anni fa. Il regista franco-polacco "le considera pura menzogna", ha affermato il legale Georges Kiejmanam sull'emittente Europe 1 dopo aver conversato al telefono con il suo cliente. "Il fatto che la donna abbia improvvisamente ritrovato la memoria dopo 26 anni, pare molto sorprendente". Per Polanski si tratta piuttosto di un tentativo di ricatto, ha detto Kiejmanam. La Lewis, che recitò nel film "Pirates" di Polanski nel 1986, ha riferito ieri che il regista abusò di lei nel 1982 a Parigi, quando aveva solo 16 anni. L'avvocato Gloria Allred, rappresentante della presunta vittima, in una conferenza stampa ha affermato di aver depositato al tribunale di Los Angeles prove evidenti della violenza sessuale. "Ho deciso di rivelare il mio segreto perché so che Polanski vuole tornare in America", ha dal canto suo detto la Lewis. Anche se sono passati molti anni è giusto che paghi per i crimini che ha commesso". Il regista è attualmente agli arresti domiciliari a Gstaad (BE) per l'accusa di stupro rivoltagli da Samantha Geimer e relativa a un caso del 1977, quando quest'ultima era tredicenne. ATS
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