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Estero
Polanski libero, non sarà estradato negli USA
Redazione
16 anni fa

Roman Polanski non sarà estradato verso gli Stati Uniti: lo ha indicato oggi a Berna la ministra di giustizia e polizia Eveline Widmer-Schlumpf. Il regista franco-polacco è libero, le misure restrittive applicate nei suoi confronti sono state revocate, ha aggiunto la consigliera federale. "Nemmeno dopo intensi accertamenti è stato possibile escludere con la necessaria certezza la presenza di un vizio nella domanda di estradizione statunitense", si legge in una nota diramata dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP): le autorità americano hanno rifiutato un verbale d'interrogatorio che Berna chiedeva. Polanski, che compirà i 77 anni il prossimo 18 agosto, era stato arrestato il 26 settembre 2009 all'aeroporto di Zurigo, in esecuzione di un mandato di cattura spiccato a fine 2005 dalla Procura di Los Angeles per "rapporti sessuali illeciti con una minorenne" risalenti agli anni Settanta: aveva violentato una 13enne nel 1977. Dallo scorso 4 dicembre il regista si trova assegnato a residenza coatta nel suo chalet di Gstaad, nell'Oberland bernese. Il 24 novembre il Tribunale penale federale gli aveva concesso gli arresti domiciliari contro una cauzione di 4,5 milioni di franchi. Lo scorso aprile una corte californiana aveva rifiutato un processo in contumacia. Nel comunicato del DFGP si spiega che lo scorso 3 marzo l'Ufficio federale di giustizia (UFG) aveva chiesto alle autorità americane di integrare la richiesta di estradizione con il verbale dell'interrogatorio del 26 gennaio nei confronti del pubblico ministero Roger Gunson, che negli anni Settanta era stato responsabile del caso Polanski. Da tale verbale - afferma la nota - dovrebbe risultare che il giudice allora competente, nell'udienza del 19 settembre 1977, aveva espressamente assicurato ai rappresentanti delle parti che i 42 giorni di detenzione trascorsi da Roman Polanski nel reparto psichiatrico di un carcere californiano costituivano la pena detentiva complessiva da scontare. "Se ciò corrisponde al vero e Roman Polanski ha dunque già scontato la sua pena, né la procedura fondata sulla domanda d'estradizione statunitense né la domanda stessa avrebbero ragione d'essere", prosegue il comunicato. Il 13 maggio 2010 il Dipartimento di giustizia statunitense ha rifiutato di consegnare il verbale chiesto dall'UFG, rinviando a una sentenza giudiziaria secondo cui tale documento deve restare segretato. Alla luce della situazione - afferma il DFGP - "non è possibile escludere con la necessaria certezza che Roman Polanski non abbia già scontato la pena inflittagli all'epoca e che la domanda di estrazione non sia gravemente viziata. Visti i dubbi non fugati riguardo all'esposto dei fatti, la domanda di estradizione va respinta". A queste considerazioni fondate sul trattato di estradizione con gli Stati Uniti "si aggiungono riflessioni di diritto pubblico internazionale e di ordine pubblico internazionale": i trattati internazionali - si legge nella nota del DFGP - "vanno interpretati non soltanto in base al loro tenore, bensì anche secondo il loro scopo, e vanno adempiuti in buona fede". In particolare occorre tenere conto "del fatto ben noto" che Roman Polanski ha, sin dall'acquisto della sua casa di Gstaad nel 2006, per anni soggiornato regolarmente in Svizzera senza che le autorità statunitensi avessero mai presentato una domanda formale di estradizione. ATS

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