
Agli arresti domiciliari nella sua villa di Gstaad, nell'Oberland bernese, e in attesa della estradizione negli Usa, Roman Polanski Si dice "commosso" per le tante manifestazioni di simpatia e sostegno che ha ricevuto quando era nel carcere di Winterthur e che continua a ricevere. Il regista franco-polacco, ricercato negli Usa per lo stupro di una tredicenne nel 1977, lo ha scritto in una lettera al filosofo Bernard-Henri Levy autorizzandolo a renderla pubblica. "Sono io stesso commosso dal numero di testimonianze di simpatia e di sostegno ricevuto nella prigione di Winterthur e che continuo a ricevere qui nel mio chalet a Gstaad dove passo le feste con mia moglie e i miei figli", scrive Roman Polanski nella lettera inviata a Bernard-Henry Levy, che l'ha trasmessa oggi all'agenzia di stampa francese AFP, prima di pubblicarla sul suo sito. Una lettera che costituisce il primo intervento pubblico del regista franco-polacco dopo il suo arresto in Svizzera nello scorso settembre. ATS
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