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Po sempre in secca, "a rischio l'autonomia alimentare italiana"
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Keystone-ats
4 anni fa
Per Francesco Vincenzi, presidente dell'Anbi, "è necessario creare infrastrutture per garantire omogenee riserve idriche al paese, pena l'abbandono di qualsiasi prospettiva di autosufficienza alimentare".

In Italia prosegue il dramma del fiume Po: nonostante le piogge resta in secca. Lo afferma un rapporto pubblicato oggi dall'Anbi (Associazione nazionale dei consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue), da cui emerge che "al nord la crisi idrica è endemica mentre al centro sud riappare lo spettro alluvionale: senza nuove infrastrutture la situazione è sempre più grave". Per Francesco Vincenzi, presidente dell'Anbi, "è necessario creare infrastrutture per garantire omogenee riserve idriche al paese, pena l'abbandono di qualsiasi prospettiva di autosufficienza alimentare".

Livelli scesi fino all'80%

In Piemonte, decrescono i livelli di tutti i corsi d'acqua ma "è il Po a meglio rappresentare l'immagine di una crisi idrologica senza fine", spiega Anbi, indicando che a Torino questo deficit si attesta attorno al 50%, ma in altre stazioni di rilevamento supera l'80%, prolungando tale condizione anche in Lombardia ed Emilia Romagna dove, a Piacenza, registra nuovi minimi storici. "La critica condizione idrica del fiume Po si trascina da dicembre 2020 e condiziona l'economia agricola, nonché l'agroalimentare della principale food valley italiana e riconosciuta eccellenza mondiale: la Pianura Padana", evidenzia Vincenzi.

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