
Il Svizzera prende sanzioni contro il Ciad a causa dell'utilizzazione abusiva da parte di questo paese del velivolo Pilatus venduto nel 2006 a N'Djamena. Il Consiglio federale non vuole che la popolazione del Ciad ne patisca e ha deciso di sanzionare "rappresentanti di quello Stato". Nidvaldo non gradisce. Il Dipartimento federale dell'economia (DFE) ha pubblicato stamani questa informazione in un comunicato nel quale precisa che la consigliera federale Doris Leuthard ha informato in merito il governo nidvaldese. "Il Consiglio federale ha escluso l'applicazione di misure economiche, per non penalizzare la popolazione ciadiana, già povera, ha affermato all'ATS Erwin Bollinger, responsabile del settore Politica di controllo delle esportazioni e sanzioni, che fa capo alla SECO. "Tra le sanzioni figurano la restrizione dei visti e la decisione della cooperazione allo sviluppo di limitarsi ad attori della società civile", ha aggiunto Bollinger. Oltre alle sanzioni il governo ha ordinato una revisione delle norme legali che concernono l'esportazione di velivoli per l'addestramento militare. In quest'ambito proporrà al parlamento una modifica della legge sul controllo dei beni. In futuro, quindi, le esportazioni non dovrebbero più venir autorizzate se lo Stato destinatario è preda di un conflitto armato interno o internazionale, o quando vi sia il rischio che gli aerei siano utilizzati contro la popolazione civile. Il diritto attuale contempla il rifiuto di vendita soltanto se è stato decretato un embargo internazionale contro il Paese destinatario, o se è vigente una decisione simile nell'ambito di misure internazionali di controllo delle esportazioni. Il governo di Nidvaldo si dice scontento di questa revisione di legge a cui il Consiglio federale vorrebbe mettere mano, e respinge i criteri previsti per l'esportazione di aerei militari destinati all'addestramento. Si tratta di una normativa "unilaterale" e avrà effetti assai nocivi sull'attività dell'azienda Pilatus, confrontata con una rude concorrenza internazionale, si legge in un comunicato del Consiglio di stato nidvaldese, secondo cui "la legge attuale è sufficiente, in quanto garantisce un controllo severo e costante". ATS
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