
«Da qualche parte nelle profondità sotterranee dell'Iran, all'interno di decine di cilindri di piombo sigillati, sarebbero nascosti 450 chili di uranio arricchito, materiale sufficiente per 11 bombe nucleari. Gli esperti avvertono che finché l'uranio arricchito rimarrà sul territorio iraniano, questa guerra sarà lontana dall'essere considerata un successo». Lo riporta la tv israeliana Channel 12.
«In questo momento il mondo intero sta cercando proprio quei 450 chili di polvere radioattiva, conosciuta come 'yellowcake' per poter dichiarare una vittoria sull'Iran». Il generale Yitzhak Ben‐Israel, fisico e capo del centro di cybersicurezza dell'Università di Tel Aviv, ha spiegato che «qualche centinaio di chilogrammi è qualcosa di molto facile da nascondere. Gli impianti - le decine di migliaia di centrifughe, le fabbriche - sono molto difficili da occultare. Ma il materiale in sé è facilissimo da nascondere: lo metti in un contenitore, lo sigilli e lo nascondi».
Avner Vilan, ex alto funzionario dell'apparato di sicurezza israeliano ed esperto del programma nucleare iraniano, ha aggiunto: «Qualsiasi fine della guerra in cui il materiale non venga portato fuori dall'Iran è un fallimento, soprattutto sul piano nucleare. Significa che abbiamo lasciato loro un asset estremamente importante, con un regime ancora in piedi. A mio avviso, questo sarebbe un fallimento», ha detto.
Channel 12 commenta che otto anni fa Benyamin Netanyahu riuscì a convincere Donald Trump ad annullare l'accordo sul nucleare con l'Iran. All'epoca il regime degli ayatollah possedeva solo pochi chilogrammi di uranio arricchito, a un livello massimo di circa il 3%. Dopo l'uscita dall'accordo, gli iraniani dichiararono: «Avete un anno per tornare all'intesa, se non lo fate, saremo liberi dalle restrizioni e arricchiremo l'uranio quanto vorremo».

