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Pesanti attacchi degli USA contro l'isola di Kharg, distrutti siti militari
©Planet Labs PBC
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Gli Stati Uniti hanno preso di mira la strategica isola iraniana: secondo quanto dichiarato da Trump sono state risparmiate le infrastrutture vitali attraverso cui transita il 90% circa di tutto il greggio iraniano - Attacco con drone sull'ambasciata USA a Baghdad - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
2 minuti fa
«L'Iran ha 450 chili uranio arricchito, materiale per 11 bombe nucleari»

«Da qualche parte nelle profondità sotterranee dell'Iran, all'interno di decine di cilindri di piombo sigillati, sarebbero nascosti 450 chili di uranio arricchito, materiale sufficiente per 11 bombe nucleari. Gli esperti avvertono che finché l'uranio arricchito rimarrà sul territorio iraniano, questa guerra sarà lontana dall'essere considerata un successo». Lo riporta la tv israeliana Channel 12.

«In questo momento il mondo intero sta cercando proprio quei 450 chili di polvere radioattiva, conosciuta come 'yellowcake' per poter dichiarare una vittoria sull'Iran». Il generale Yitzhak Ben‐Israel, fisico e capo del centro di cybersicurezza dell'Università di Tel Aviv, ha spiegato che «qualche centinaio di chilogrammi è qualcosa di molto facile da nascondere. Gli impianti - le decine di migliaia di centrifughe, le fabbriche - sono molto difficili da occultare. Ma il materiale in sé è facilissimo da nascondere: lo metti in un contenitore, lo sigilli e lo nascondi».

Avner Vilan, ex alto funzionario dell'apparato di sicurezza israeliano ed esperto del programma nucleare iraniano, ha aggiunto: «Qualsiasi fine della guerra in cui il materiale non venga portato fuori dall'Iran è un fallimento, soprattutto sul piano nucleare. Significa che abbiamo lasciato loro un asset estremamente importante, con un regime ancora in piedi. A mio avviso, questo sarebbe un fallimento», ha detto.

Channel 12 commenta che otto anni fa Benyamin Netanyahu riuscì a convincere Donald Trump ad annullare l'accordo sul nucleare con l'Iran. All'epoca il regime degli ayatollah possedeva solo pochi chilogrammi di uranio arricchito, a un livello massimo di circa il 3%. Dopo l'uscita dall'accordo, gli iraniani dichiararono: «Avete un anno per tornare all'intesa, se non lo fate, saremo liberi dalle restrizioni e arricchiremo l'uranio quanto vorremo».

42 minuti fa
Forti esplosioni nel centro di Tel Aviv

Forti esplosioni si sono udite nel centro di Tel Aviv dopo che nella città è scattato l'allarme aereo per un nuovo lancio di missili dall'Iran. Lo ha constatato l'agenzia italiana ANSA sul posto.

2 ore fa
«Il terminal petrolifero di Kharg è pienamente operativo»

Funzionari iraniani hanno riferito alle agenzie di stampa di Teheran che le esportazioni di petrolio dall'isola di Kharg continuano normalmente, nonostante gli attacchi americani della notte scorsa. Lo riporta il Guardian.

Le fonti hanno dichiarato all'agenzia semi-ufficiale Tasnim che il terminal petrolifero è «pienamente operativo» e le attività «proseguono senza interruzioni», aggiungendo che non si registrano vittime. L'agenzia Mehr ha affermato che «la situazione sull'isola è tornata rapidamente alla normalità e le condizioni sono sotto controllo». L'isola di Kharg gestisce circa il 90% delle esportazioni petrolifere dell'Iran.

2 ore fa
Due navi con bandiera indiana hanno attraversato lo stretto di Hormuz

Due navi battenti bandiera indiana che trasportano gasl di petrolio liquefatto (Gpl) dai paesi del Golfo «hanno attraversato in sicurezza» lo Stretto di Hormuz nelle prime ore di stamattina: lo ha dichiarato Rajesh Kumar Sinha, segretario speciale del ministero della Navigazione indiano, ripreso dall'agenzia di stampa Pti.

Secondo il funzionario, le due navi, la Shivalik e la Nanda Devi, sono ora dirette ai porti di Mundra e Kandla, nel Gujarat, e trasportano 92.700 tonnellate di Gpl. Ieri l'agenzia Reuters, citando proprie fonti, aveva anticipato in un articolo sul suo sito web che l'Iran aveva permesso a due navi cisterna battenti bandiera indiana, la Shivalik e la Nanda Devi appunto, di attraversare lo Stretto di Hormuz.

Secondo il governo indiano, in totale 28 navi battenti bandiera indiana erano bloccate a causa della guerra: 24 a ovest dello Stretto di Hormuz e quattro a est.

2 ore fa
Colpiti oltre 90 obiettivi militari iraniani sull'isola di Kharg
Gli aggiornamenti della notte e delle ultime ore

«Ieri sera, le forze statunitensi hanno condotto un attacco di precisione su vasta scala sull'isola di Kharg, in Iran. L'attacco ha distrutto depositi di mine navali, bunker per missili e numerosi altri siti militari.

Le forze statunitensi hanno colpito con successo oltre 90 obiettivi militari iraniani sull'isola di Kharg, preservando al contempo le infrastrutture petrolifere». Lo rende noto su X il Comando Centrale militare Usa (Centcom).

3 ore fa
Katz: «La guerra con l'Iran si intensifica, si va verso la fase decisiva»

«La battaglia contro l'Iran si sta intensificando e stiamo entrando nella fase decisiva che continuerà finché sarà necessario. Solo il popolo iraniano può porre fine a tutto questo con una lotta determinata, fino al rovesciamento del regime terroristico». Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, come riferisce Ynet.

«Mi congratulo con il presidente Trump per il duro colpo inferto ieri sera dall'esercito Usa all'isola petrolifera iraniana: questa è la risposta appropriata ai campi minati nello Stretto di Hormuz e ai tentativi di ricatto del regime terroristico iraniano», ha aggiunto.

3 ore fa
Raid israeliani a nord di Beirut e nel sud del Libano

Un raid israeliano ha colpito un edificio residenziale in un sobborgo a nord di Beirut, già preso di mira ieri, mentre almeno un altro attacco si è verificato nelle ultime ore sud del Libano: lo hanno riportato media locali.

Un corrispondente dell'Afp ha visto soccorritori e constatato danni nella zona di Nabaa-Bourj Hammoud di Beirut, un'area che si trova fuori dai bastioni di Hezbollah del sud della capitale libanese. Secondo l'Agenzia Nazionale d'Informazione libanese (Ani), lo stesso edificio era stato colpito venerdì, senza che venissero registrate vittime.

Un altro raid ha colpito un appartamento nei pressi della città costiera meridionale di Saida, nel settore di Haret Saida. Un reporter dell'Afp ha constatato che si è sviluppato un incendio, con soccorritori già presenti sul posto.

In precedenza, il ministero della Salute libanese aveva riferito della morte di almeno 12 operatori sanitari in un attacco avvenuto ieri a Burj Qalawiya, nel sud del Paese.

4 ore fa
Da inizio guerra colpiti almeno 56 musei e monumenti iraniani

«Almeno 56 musei e monumenti o siti storici» di diverse province iraniane sono stati colpiti direttamente durante gli attacchi militari degli Stati Uniti e di Israele iniziati lo scorso 28 febbraio, rimanendo interessati da «danni infrastrutturali e gravi»: lo ha dichiarato sabato il Ministero del Patrimonio Culturale, del Turismo e dell'Artigianato di Teheran.

I maggiori danni hanno riguardato la capitale Teheran, con 19 luoghi colpiti, ha aggiunto il ministero, citato dall'Isna. «A Teheran, il palazzo storico di Golestan è stato parzialmente danneggiato, così come la Piazza Naghsh-e Jahan a Isfahan, circondata da diversi monumenti storici. Anche il sito storico di Siraf, nel porto del Golfo Persico meridionale di Bushehr, è stato parzialmente danneggiato», ha dettagliato il dicastero.

4 ore fa
Arrestati in Iran 54 sostenitori Pahlavi, 11 neutralizzati

La polizia iraniana ha arrestato 54 sostenitori di Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià che dall'esilio si è offerto di guidare la transizione nel Paese. Lo riferisce l'agenzia di stampa statale Fars, citata da Times of Israel, aggiungendo che «stavano presumibilmente pianificando rivolte nel Paese».

Altri 11 individui appartenenti a quella che viene definita la «fazione monarchica» sarebbero stati «neutralizzati» durante le operazioni, mentre altre due persone sono state fermate con l'accusa di spionaggio per conto di Israele e degli Stati Uniti e di aver fotografato «siti importanti».

6 ore fa
Distrutti siti militari sull'isola di Kharg

Gli USA hanno preso di mira la strategica isola iraniana di Kharg, distruggendo esclusivamente i suoi obiettivi militari.

Poco prima di salire a bordo dell'Air Force One presso la Joint Base Andrews, in Maryland, diretto verso la Florida, il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth che gli Usa avevano sferrato pesanti attacchi aerei contro l'isola di Kharg, risparmiando le infrastrutture vitali attraverso cui transita il 90% circa di tutto il greggio iraniano.

Una mossa mirata a fare pressione su Teheran affinché non interferisca con il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz tra mine piazzate e i missili lanciati contro le petroliere, ma anche indirizzata alla Cina, unico Paese indicato come ancora destinatario del petrolio in uscita voluto dai Pasdaran, perché possa favorire un traffico marittimo regolare.

Nel suo post, Trump ha definito l'attacco una delle «più potenti incursioni aeree nella storia del Medio Oriente», precisando che sull'isola, simile a una striscia di terra lunga circa 8 chilometri che ospita il più importante impianto petrolifero dell'Iran, sono stati colpiti esclusivamente obiettivi militari.

«Ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere dell'isola», ha scritto ancora Trump. «Tuttavia, qualora l'Iran - o chiunque altro - dovesse compiere azioni volte a ostacolare il libero e sicuro transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente tale decisione».

Gli impianti di lavorazione del petrolio situati a Kharg costituiscono un pilastro dell'economia iraniana. Circa il 90% del greggio iraniano viene lavorato a Kharg: pertanto, qualsiasi interruzione delle attività di raffinazione potrebbe paralizzare l'economia del Paese, già in forte difficoltà dopo due settimane di attacchi.

L'obiettivo strategico delle incursioni sull'isola, finora risparmiata dalla guerra, fa emergere la minaccia di futuri attacchi contro le infrastrutture petrolifere come una significativa escalation nell'impegno degli Stati Uniti di garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Trump ha preannunciato l'invio della Us Navy per scortare le petroliere nella navigazione attraverso la cruciale via d'acqua, dopo che le unità navali iraniane ne avevano di fatto bloccato il transito in risposta al conflitto in corso, innescando un balzo dei prezzi delle quotazioni del greggio anche oltre i 100 dollari al barile.

Dal canto suo l'Iran ha replicato sostenendo che durante gli attacchi statunitensi all'isola iraniana di Kharg sono state segnalate circa 15 esplosioni e fumo denso, ma nessuna infrastruttura petrolifera è stata danneggiata. Lo riporta l'agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (i pasdaran).

La Fars aggiunge che il nemico ha cercato di attaccare i sistemi di difesa dell'esercito, il porto di Joshan, la torre dell'aeroporto e la base degli elicotteri, ma nessun sito petrolifero è stato danneggiato, poiché i sistemi difensivi iraniani hanno protetto l'isola.

L'esercito iraniano ha promesso di «ridurre in cenere» le infrastrutture petrolifere ed energetiche legate agli Stati Uniti in Medio Oriente. «Tutte le installazioni petrolifere, economiche ed energetiche appartenenti alle compagnie della regione che sono in parte di proprietà degli Usa o che collaborano con gli Usa - ha detto ai media di Teheran il portavoce del quartier generale di Khatam al-Anbiya, affiliato alle Guardie della rivoluzione - saranno immediatamente distrutte e ridotte in cenere».

7 ore fa
Trump ha respinto l'offerta di Putin sull'uranio iraniano in Russia

Il presidente americano Donald Trump, nella sua telefonata avuta in settimana, ha respinto l'offerta del suo omologo Vladimir Putin di trasferire in Russia l'uranio arricchito dell'Iran, come parte di un accordo utile a finire alla guerra.

Lo riporta Axios, secondo quanto appreso da alcune fonti. La messa in sicurezza di 450 chilogrammi di uranio arricchito al 60% in possesso dell'Iran è importante, in quanto si tratta di materiale fissile convertibile in uranio di grado militare nel giro di poche settimane e sufficiente per realizzare più di 10 ordigni nucleari.

In teoria, l'offerta di Putin potrebbe contribuire a facilitare la rimozione delle scorte nucleari iraniane senza la necessità di un intervento militare terrestre da parte degli Stati Uniti o di Israele. La Russia, già potenza atomica, ha custodito in passato l'uranio a basso arricchimento dell'Iran nel quadro dell'accordo sul nucleare del 2015.

Durante la telefonata di lunedì, Putin ha avanzato diverse idee per chiudere la guerra tra Stati Uniti e Iran. «Non è la prima volta che tale proposta viene avanzata. Non è stata accettata. La posizione degli Stati Uniti è che dobbiamo avere la certezza che l'uranio sia messo in sicurezza», ha detto ad Axios un funzionario americano.

Nell'ultimo ciclo di colloqui svoltosi prima della guerra, l'Iran aveva respinto l'idea del trasferimento, proponendo invece di diluire l'uranio all'interno delle proprie strutture, sotto la supervisione dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) dell'Onu.

Stati Uniti e Israele hanno discusso l'invio di forze speciali in Iran per mettere in sicurezza le scorte nucleari in una fase successiva del conflitto, come riportato da Axios. Il segretario della Difesa Pete Hegseth, nel corso di un briefing, ha affermato oggi che gli Stati Uniti «dispongono di una serie di opzioni» per assumere il controllo dell'uranio altamente arricchito dell'Iran, inclusa la consegna volontaria che gli Stati Uniti «accoglierebbero con favore».

7 ore fa
Il punto alle 8.00
Gli aggiornamenti della notte e delle ultime ore

Hamas ha esortato il suo alleato Iran a cessare gli attacchi contro i Paesi vicini del Golfo come risposta agli attacchi israelo-statunitensi. «Pur affermando il diritto della Repubblica islamica d'Iran a rispondere a tale aggressione con tutti i mezzi possibili - afferma il movimento islamico su Telegram -, in conformità alle norme e al diritto internazionale, il movimento invita i suoi fratelli in Iran a non prendere di mira i vicini».

Nelle ore precedenti, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che «l'Iran è completamente sconfitto e vuole un accordo - ma non un accordo che io accetterò». Trump, quindi, ha aggiunto che «i media delle fake news odiano riportare i successi che l'esercito statunitense ha ottenuto contro l'Iran».

L'esercito iraniano, dal canto suo, ha promesso di «ridurre in cenere» le infrastrutture petrolifere ed energetiche legate agli Stati Uniti in Medio Oriente, in risposta alla minaccia di Donald Trump di attaccare l'isola di Kharg. «Tutte le installazioni petrolifere, economiche ed energetiche appartenenti alle compagnie della regione che sono in parte di proprietà degli Usa o che collaborano con gli Usa - ha detto ai media di Teheran il portavoce del quartier generale di Khatam al-Anbiya, affiliato alle Guardie della rivoluzione - saranno immediatamente distrutte e ridotte in cenere». 

Attaccata l'ambasciata USA a Baghdad

Un attacco con drone ha colpito l'ambasciata statunitense a Baghdad. Lo ha reso noto un alto responsabile della sicurezza irachena. Un giornalista della France Presse ha visto del fumo nero levarsi sul complesso diplomatico nel cuore della capitale irachena. Un altro responsabile della sicurezza ha confermato l'attacco che si è verificato in seguito a numerose esplosioni avvertite nella notte e che hanno causato anche la morte di due persone.

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