
L'ex presidente peruviano Alberto Fujimori è stato condannato oggi a 25 anni di carcere da un tribunale speciale della Corte suprema di Giustizia, dopo essere stato dichiarato colpevole di crimini contro l'umanità per due stragi e due sequestri di persona avvenuti durante il suo mandato (1990-2000). Fujimori è stato dichiarato il mandante di due stragi, quella di Barrios Altos nel novembre del 1991 (15 morti) e quella di La Cantuta, nel luglio del 1992 (10 morti). L'ex presidente è stato anche dichiarato responsabile del sequestro dell'imprenditore Samuel Dyer e del giornalista Gustavo Gorriti, del quotidiano El Pais. Per la procura, che aveva richiesto una pena di 30 anni di carcere, questi reati sono da attribuire al "gruppo Colina", uno "squadrone della morte" paramilitare controllato dall'ex capo di stato. Il presidente del tribunale, Cesar San Martin, ha dichiarato che "le quattro accuse sono state dimostrate al di là di ogni ragionevole dubbio". Poco dopo l'annuncio della sentenza, accolta da un Fujimori apparentemente impassibile, un deputato del suo partito politico, Renzo Reggiardo, ha annunciato che l'ex capo di stato presenterà ricorso contro la decisione del tribunale, che ha definito "spropositata". Fujimori, di 70 anni, molto popolare per la sua lotta contro la guerriglia maoista di Sentiero Luminoso e dei guevaristi di Tupac Amaru, è fuggito dal Perù del 2000, quando era sotto inchiesta per corruzione, rifugiandosi in Giappone, il paese da dove provenivano i suoi genitori. Fu arrestato nel novembre del 2005 in Cile, da dove è stato estradato verso il Perù. Questa è la seconda condanna inflitta dalla giustizia peruviana all'ex presidente, che sconta già una pena di sei anni per abusi finanziari, e deve affrontare altri due processi per corruzione. ATS
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