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Estero
Pena morte: Usa, Corte suprema conferma iniezioni letali
Redazione
18 anni fa

Con una mossa a sorpresa, perché ha deciso di anticipare i tempi previsti di diverse settimane, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato oggi a Washington che l'uso delle iniezioni letali (un cocktail di tre sostanze) per i condannati a morte del Kentucky è legale. Il presidente della Corte John Roberts, un cattolico, ha giudicato, in una opinione pubblicata oggi in coincidenza con la visita del papa negli Usa, che la procedura in vigore nello Stato "rispetta l'ottavo emendamento della costituzione degli Stati Uniti", che proibisce qualsiasi punizione "crudele e inusuale" dei detenuti. La decisione è stata presa ad ampia maggioranza, sette voti a favore e due contrari, e secondo gli osservatori dovrebbe permettere, forse con qualche eccezione, la ripresa delle esecuzioni capitali negli Usa, sospese dallo scorso settembre in attesa della sentenza odierna. La Corte ha respinto il ricorso inoltrato da due condannati a morte del Kentucky, secondo i quali l'attuale cocktail di tre sostanze (un sedativo, un prodotto paralizzante oltre alla sostanza killer) utilizzato nelle esecuzioni sarebbe contrario alla Costituzione. La Corte Suprema ha una maggioranza di giudici cattolici (cinque su un totale di nove), e la decisione è stata resa pubblica proprio mentre il Papa era alla Casa Bianca, a pochi isolati dal Palazzo in stile neo-greco che ospita il tribunale dei tribunali Usa. Il verdetto era atteso entro luglio, e si sono espressi contro Ruth Bader Ginsburg, la più 'liberal' dei nove, e David Souter, un indipendente. Il ricorso dei due condannati a morte del Kentucky, Ralph Baze e Thomas Bowling, non aveva come obiettivo di evitare la loro esecuzione. I due chiedevano semplicemente di essere uccisi con una dose massiccia di barbiturici, come succede ogni giorno per gli animali, visto che il cocktail dei tre prodotti letali é risultato molto doloroso in alcuni casi. Nella sua opinione (ma questo passo è stato condiviso da tre giudici soltanto), Roberts sostiene che Baze e Bowling non sono stati in grado di dimostrare che l'iniezione letale praticata con i tre prodotti sia decisamente più dolorosa della alternativa da loro proposta. ATS

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