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Pena morte: Iran; uccise a 15 anni, sta per essere impiccato
Redazione
18 anni fa

Centocinquanta avvocati iraniani si sono appellati al capo dell'apparato giudiziario, ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi, perché sia salvata la vita di un giovane prossimo all'impiccagione per un omicidio commesso quando aveva 15 anni. Il condannato, scrive oggi il quotidiano riformista "Etemad Melli", che pubblica anche stralci della lettera dei legali, si chiama Bahman Salimian e ha 27 anni, di cui già 12 trascorsi in carcere in attesa dell'esecuzione perché riconosciuto colpevole di avere ucciso sua nonna. Bahman, che secondo i legali avrebbe problemi psichici, si difende affermando di avere aiutato l'anziana donna a suicidarsi e di avere poi cercato, senza successo, di togliersi anch'egli la vita una volta resosi conto di quel che aveva fatto. Il condannato, aggiunge il giornale, dovrebbe essere impiccato domani nel carcere di Isfahan. Nella loro lettera, gli avvocati ricordano che l'Iran è firmatario della Convenzione internazionale per i diritti dei minori, che mette al bando la pena di morte per coloro che hanno meno di 18 anni. Nonostante ciò, sottolineato le organizzazioni umanitarie, l'Iran è il primo Paese al mondo per il numero di sentenze capitali emesse contro minorenni, sebbene per le loro esecuzioni si aspetti normalmente che abbiano compiuto i 18 anni. Le stesse fonti affermano che solo nel 2008 sono state otto le impiccagioni nella Repubblica islamica di persone minorenni o che erano minorenni al tempo dei delitti di cui sono state riconosciute colpevoli. Secondo Amnesty International, almeno altri cento giovani in queste condizioni sono rinchiusi nei bracci della morte. Tra di loro una ragazza, Soghra Najafpur, condannata a morte per un omicidio che avrebbe compiuto a 13 anni. L'ayatollah Shahrudi ha cercato spesso negli ultimi anni di risparmiare le vite dei condannati minorenni, con frequenti rinvii delle esecuzioni. Ma in base alla legge islamica l'unico modo per graziare un condannato per omicidio è che ottenga il "perdono" dei familiari dell'ucciso. Ciò che non sono disposti a concedere alcuni parenti della nonna di Bahman. ATS

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