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Estero
Pena morte: Giappone; eseguite tre condanne
Redazione
17 anni fa

Tre condannati, fra cui un cinese, sono stati messi a morte oggi in Giappone. Lo ha annunciato il ministero della giustizia citato dai media. Il cittadino cinese, di 41 anni, nel 1999 aveva ucciso tre connazionali a Kawasaki, vicino a Tokyo, e ne aveva feriti tre altri. Gli altri erano due giapponesi condannati alla pena capitale per omicidio. Uno di essi, un 40enne, aveva ucciso nel 2005 a Osaka tre persone, fra cui un ragazzo di 14 anni; l'altro, un 25enne, aveva ucciso due sorelle sempre a Osaka nel 2005. Le impiccagioni avvengono poco più di un mese prima delle elezioni legislative del 30 agosto, che potrebbero portare a una vittoria dell'opposizione e a un cambio di governo. Makoto Teranaka, responsabile di Amnesty International in Giappone, ha protestato contro "questo grave atto che non può essere permesso mentre nel mondo si moltiplicano gli appelli per abolire la pena di morte". Le ultime esecuzioni in Giappone risalgono allo scorso gennaio, quando furono impiccati quattro condannati. Nel 2008 sono state messe a morte 15 persone. Il Giappone è, con gli Stati Uniti, l'unico dei grandi paesi industrializzati dove si pratica ancora la pena di morte. Le autorità ne giustificano il mantenimento affermando che gode del sostegno della popolazione. Il Partito Democratico del Giappone (Pdj), la principale forza dell'opposizione che, secondo tutti i pronostici, dovrebbe vincere le elezioni, si è impegnato ad aprire un dibattito sulla questione. ATS

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