
Se nella parte svizzera del Ceresio nelle ultime ore anche le balene hanno cominciato a fare capolino, la situazione delle acque nella parte italiana del lago non si può definire altrettanto rosea.
L’associazione ambientalista italiana Legambiente ha pubblicato oggi i dati sulla qualità delle acque del Ceresio. Risultato: peggio che l’anno scorso. Infatti, se nel 2013 i prelievi avevano rivelato quattro punti fortemente inquinati, su sei monitorati, quest’anno i punti inquinati sono passati a cinque.
Fortemente inquinate le foci dei torrenti Bolletta, Brivio e Vallone a Porto Ceresio, la foce del fiume Telo a Claino con Osteno e lo scarico sul lungolago in Via Ungheria a Lavena Ponte Tresa. Entro i limiti solo il punto campionato a Porto Ceresio presso piazza Bossi.
All’origine dei preoccupanti dati ci sarebbe “un’inadeguatezza del sistema depurativo, lo sdoppiamento solo parziale delle reti fognarie e le perdite d’acqua nei centri storici” ha spiegato ad Infoinsubria Milena Nasi Benetti del circolo Legambiente della Valceresio.
E se sulle rive italiane la situazione resta problematica, sulla parte svizzera del Ceresio non esistono situazioni critiche, tanto da poterci far nuotare anche le balene.
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