
Il governo irlandese dovrebbe essere ritenuto responsabile degli abusi sessuali subiti da Louise O'Keefee nel 1973, quando aveva solo 8 anni, da parte del direttore della scuola che frequentava gestita dalla diocesi cattolica di Cork e Ross. Questa la tesi sostenuta oggi dall'avvocato della donna davanti ai giudici della Grande Camera della Corte dei diritti umani che devono decidere se lo Stato doveva mettere in atto misure atte a prevenire gli abusi. "Questa non è una battaglia ideologica contro le scuole cattoliche" ha sottolineato il legale della ricorrente. Quello che invece l'avvocato vuole è che i giudici riconoscano che lo Stato non ha fatto quanto dovuto per proteggere i bambini, per esempio con linee guida su come i gestori delle scuole dovevano denunciare il sospetto di abusi. Ma l'avvocato del governo sostiene che negli anni '70 non c'era alcuna consapevolezza del fenomeno. "A quel tempo - ha detto - gli esperti non avrebbero mai suggerito allo Stato di prendere le misure che sono state poi adottate negli anni '90". La vicenda della ricorrente ricorda quella di centinaia di altri minori vittime di abusi sessuali da parte di insegnanti in scuole gestite per la maggior parte dalla Chiesa cattolica. L'uomo che ha abusato di Louise O'Keefee è stato condannato nel 1998 per abusi sessuali su 21 minori, anche se le sue vittime sono state molte di più. ATS
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