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Estero
Pedofilia: domani il Vaticano a Ginevra, risponde ad abusi
Redazione
13 anni fa

Il Vaticano si prepara a difendersi davanti alle Nazioni Unite sullo scandalo dei preti pedofili dopo essersi rifiutato di rispondere a un questionario sulla pedofilia del Comitato Onu sui diritti dell'infanzia (Crc). Una delegazione della Santa Sede guidata da mons. Charles Scicluna comparirà domani davanti ad una commissione di esperti a Ginevra per rispondere dell'attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo, ratificata dal Vaticano e che prevede che ogni firmatario prenda le misure appropriate per la protezione dell'infanzia e metta gli interesse dei bambini sopra ogni altro interesse. La Santa Sede ha ratificato al Convenzione nel 1990 e quattro anni dopo ha presentato un documento sul suo stato di attuazione, ma poi per quasi due decenni è rimasta in silenzio e ha presentato un secondo rapporto solo nel 2012 in seguito all'esplosione di denunce di abusi da parte del clero in Europa e negli Stati Uniti. Secondo quanto riportato negli Usa dalla Cbs, testimonianze presentate dalle vittime e dalle organizzazioni per i diritti umani citano casi di abusi negli Stati Uniti, in Irlanda, Messico, Australia e in Gran Bretagna, e chiedono che il Vaticano fornisca risposte su quello che considerano un problema globale. La commissione aveva domandato alla Santa Sede di fornire informazioni dettagliate sui casi di abuso portati alla sua attenzione, ma il Vaticano finora si era rifiutato, argomentando che risponde legalmente su fatti che avvengono nel proprio territorio ma non è competente - dal punto di vista giudiziario - su crimini, quali gli abusi sessuali su minori, commessi in Paesi sovrani come l'Irlanda o gli Stati Uniti. Nel documento con cui in dicembre la Santa Sede ha risposto al questionario sugli abusi del Crc, si afferma che il Vaticano non è tenuto a parlare di propri procedimenti canonici su prelati, procedimenti che hanno linee a caratteristiche distinte da quelle della legislazione civile: per la Santa Sede sui singoli crimini commessi da sacerdoti in ciascun territorio sono competenti le autorità di quel Paese.

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