
Si è tenuta ieri la conferenza stampa di presentazione del nuovo presidente di Pedemontana, Antonio Di Pietro.
Come noto è stato il governatore lombardo Roberto Maroni a volere fortemente la nomina dell'ex magistrato, definito ieri "la persona giusta" per rimettere in moto il cantiere fermo e per risolvere le problematiche emerse sui tratti di autostrada già aperti al traffico.
"Antonio Di Pietro, nel 2007, da ministro, lanciò la Pedemontana: sa di cosa si sta parlando e ha sia le competenze sia la determinazione per mettere in atto il progetto" ha affermato Maroni in conferenza stampa, riconoscendo che al momento i problemi sono tanti e che solo un terzo dell'autostrada che dovrebbe collegare Varese a Bergamo è già operativo. "Ci vuole tanta energia per completare la Pedemontana, perché senza dubbio è un’impresa non priva di ostacoli e difficoltà, ma Di Pietro quest’energia ce l’ha, è l’uomo giusto" ha ribadito il governatore lombardo.
Più concreto e meno diplomatico, Di Pietro ha dichiarato che la Pedemontana sarà completata entro il 2021. Ha inoltre affermato che tra le sue priorità vi sono pure gli sconti sui pedaggi (a partire da settembre) per i tratti di autostrada già percorribili, ma ha ribadito che il sistema di pagamento "free flow" non è in discussione, visto che consente di eliminare le code ai caselli.
Il Movimento 5 Stelle dal canto suo si è già detto molto meno ottimista sul futuro della Pedemontana, nonostante la nomina dell'ex pm di Mani Pulite. "Con questa nomina in sostanza non è cambiato nulla: i problemi nel proseguimento dell’opera, fortunatamente, restano tutti – ha commentato il portavoce regionale del movimento, Gianmarco Corbetta. "Sarmi era stato scelto per trovare finanziatori privati internazionali e ha fallito. Rispolverando Tonino dalla soffitta, Maroni tenta l’ultima mossa disperata: ingraziarsi il governo centrale per ottenere altri fondi pubblici, ma anche questa strada fallirà miseramente. Non basta un cambio di presidenza per salvare un’opera devastante e condannata da una profonda crisi finanziaria: non sarà certo Di Pietro a resuscitare un progetto già morto!"
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