
Il politburo del Partito comunista cinese (PCC) si è congratulato ieri con sé stesso per come ha trattato la crisi sanitaria, “scegliendo una prospettiva a lungo termine che ha permesso una vittoria gloriosa e straordinaria in quest’anno veramente inabituale.”
Pechino sottolinea come sia riuscito, nello spazio di pochi mesi, a sbarazzarsi quasi completamente del virus, tramite una politica di confinamento molto dura nelle regioni toccate dall’epidemia. All’indirizzo del governo di Xi Jinping giungono tuttavia dall’estero numerose critiche per avere presumibilmente nascosto la comparsa del morbo e averne così permesso la diffusione in tutto il globo.
Équipe dell’OMS a Wuhan per indagare sulle origini del virus
L’autovalutazione entusiasta del partito comunista cinese precede di qualche giorno l’arrivo a Wuhan di una commissione dell’OMS, inviata per fare chiarezza sulle origini del virus, in particolare sulle modalità di trasmissione dall’animale all’uomo. All’agenzia France Presse, un esperto dell’organizzazione dell’ONU ha dichiarato che “l’inchiesta non ha come scopo l’individuazione di un’autorità o di un paese colpevole, ma di capire cosa sia successo, per impedire che eventi simili si ripetano in futuro.”
I dubbi dei media governativi
Recentemente, il “Quotidiano del popolo”, organo di informazione del Comitato centrale del PCC, ha sollevato dubbi sull’effettiva origine a Wuhan del virus: “Tutte le prove disponibili indicano che il virus non è comparso a Wuhan, nella Cina centrale.” La testata non ha però fornito dettagli a sostegno di questa tesi.
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