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Covid-19
Pechino consentirà l'isolamento domestico
© Shutterstock
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Keystone-ats
4 anni fa
I pazienti a basso rischio potranno effettuare l'isolamento domiciliare per una settimana se lo desiderano. Attualmente, i contagiati sono inviati obbligatoriamente ai siti di quarantena del governo a prescindere dalla gravità per fermare le catene di trasmissione.

Pechino consentirà l'isolamento domiciliare ai pazienti contagiati dal Covid-19 a basso rischio, a partire dal distretto centrale più popoloso, quello di Chaoyang: questo segnala un cambio sostanziale nel mezzo delle proteste dello scorso fine settimana contro le misure draconiane della tolleranza zero al virus. I pazienti a basso rischio potranno effettuare l'isolamento domiciliare per una settimana se lo desiderano, ha riportato Bloomberg, citando fonti vicine al dossier. Attualmente, i contagiati sono inviati obbligatoriamente ai siti di quarantena del governo a prescindere dalla gravità per fermare le catene di trasmissione.

Nuova politica

La nuova politica è già iniziata a Chaoyang, dove risiedono circa 3,6 milioni di persone oltre ad ambasciate e uffici di aziende straniere, e fungerà da esempio per gli altri distretti in base a una risposta che tiene conto di risorse limitate e della necessità di prevenire i disordini sociali manifestatiti in maniera di organica lo scorso fine settimana. Lo schema prevede il montaggio di un sensore magnetizzato alla porta di casa che invia un avviso alle autorità in caso di apertura non autorizzata: tra le persone autorizzate alla quarantena domestica figurano coloro con condizioni fisiche o di vita particolari, come le donne in gravidanza.

Centri di quarantena al limite

La mossa, che diminuisce il livello di controllo dei funzionari, sta maturando da quando Pechino sta sperimentando il più grande focolaio della pandemia con oltre 5'000 casi, a quota 5'006, registrati mercoledì. I centri di quarantena temporanea costruiti stanno di fatto esaurendo la loro capacità. A livello nazionale, invece, le infezioni rilevate ieri sono state 35'800, secondo gli aggiornamenti della Commissione sanitaria nazionale, in calo rispetto alle 37'6122 unità di martedì.

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