
È tutto pronto a San Francisco per accogliere da un lato l'ingresso in città della fiaccola olimpica (quando in Svizzera saranno le 2:00 circa), dall'altro le migliaia di manifestanti che sfileranno pro o contro la "sacra fiamma", in nome della libertà del Tibet. Le autorità hanno disposto lungo le vie della città chilometri di transenne, per proteggere il percorso della fiaccola, anche se il sindaco, Gavin Newsom, ha precisato che i percorso può essere modificato "in qualsiasi momento". Dall'alba sono a decine le persone che, in diversi punti della città, si sono radunate per partecipare ai cortei. Molti sono gruppi di associazioni che difendono i diritti umani e che intendono manifestare con bandiere del Tibet "contro" la fiaccola che loro considerano "cinese", ma molti altri sono gruppi di cinesi che vivono in America e che intendono applaudire il passaggio della fiaccola olimpica. Per motivi di sicurezza, è stato chiuso l'accesso pedonale al Golden Gate, il ponte che attraversa la Baia di San Francisco e sul quale due giorni fa tre attivisti avevano esposto due grandi striscioni per un Tibet libero. Secondo quanto riferito dalle autorità, la situazione nella mattinata di San Francisco è "assolutamente tranquilla e sotto controllo". La staffetta con la fiaccola olimpica dovrebbe mettersi in cammino a partire dalle 13 ore locali (quando in Svizzera saranno le 22 circa) anche se ufficialmente non è stato confermato neppure l'orario. Molti gli appelli affinché tutto si svolga in modo pacifico, a cominciare da quelli fatti dall'attore Richard Gere e dall'arcivescovo anglicano sudafricano Desmond Tutu. Secondo Gere e Tutu, che in serata avevano parlato in piazza davanti a un migliaio di persone, le Olimpiadi non devono essere boicottate ma i capi del Stato del mondo, a cominciare dal presidente Usa George W. Bush, non dovrebbero partecipare alla cerimonia inaugurale dei Giochi. ATS
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