
Si è conclusa con successo e senza il minimo incidente la tappa nordcoreana del percorso della fiaccola olimpica verso i Giochi di Pechino 2008, che ha attraversato il centro della capitale Pyongyang fra centinaia di migliaia di persone festanti con bandiere e fiori di plastica mobilitate dal regime. Quest'ultimo, alleato e amico di Pechino, dopo gli incidenti e le contestazioni che hanno accompagnato la fiaccola in tutti i continenti, aveva promesso uno spettacolo "stupefacente" e una organizzazione perfetta. Così è stato: assente il "caro leader" Kim Jong-il, alle 10:15 locali (le 03:15 in Svizzera) la torcia è stata consegnata da Kim Yong-Nam, il capo di stato de facto, al primo tedoforo, l'ex calciatore Park Doo-ik, che ai Mondiali di calcio del 1966 segnò il gol che eliminò l'Italia ai quarti di finale. "Viva Pechino", "Viva Pyongyang", "Viva i Giochi olimpici", recitavano immensi striscioni disposti lungo il percorso della staffetta, mostrato dalla televisione nordcoreana, mentre uomini e donne in costume tradizionale nero agitavano mazzi artificiali di kimjongili, il fiore nazionale il cui nome è dedicato al "caro leader' Kim Jong-il. Il percorso è iniziato presso il monumento all'Idea di Juche ("Autosufficienza", il principio dell'ideologia nazionalista del governo comunista di Pyongyang) e si è concluso alle 15:00 locali (le 08:00 in Svizzera) allo stadio Kim Il-sung. "Conserverò un ricordo magnifico, non lo scorderò mai", ha detto Park Doo-ik citato dall'agenzia giapponese Kyodo. ATS
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