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Estero
Pechino 2008: fiaccola a Delhi, protesta resta a distanza
Redazione
18 anni fa

Più agenti di polizia che spettatori nella tappa indiana della torcia olimpica, considerata la più difficile della fiamma olimpica in giro per il mondo in vista delle olimpiadi di Pechino. Duecento gli arresti al termine di quella che la stampa indiana ha definito una giornata 'storica' ed 'entusiasmante', enfatizzando l'assenza di incidenti e ricordando quelli avvenuti a Londra e a Parigi. L'India ospita non solo il Dalai Lama e il governo tibetano in esilio, ma anche oltre 100 mila tibetani della diaspora. Per questo si temevano incidenti, ma oggi era arduo, se non impossibile, tentare di sabotare il percorso della fiamma olimpica. I 2,3 chilometri di percorso, ridotto per questioni di sicurezza dai 9 iniziali, che si snodavano dal Rashtrapati Bhawan, residenza un tempo del viceré britannico e ora del presidente della repubblica indiana, attraversavano la diritta Raj Path per poi raggiungere il Gate of India, il monumento ai caduti, erano off limits da ore. Tutto chiuso in zona: le stazioni delle metropolitane, i diversi ministeri, porte e finestresbarrate, elicotteri, agenti sui tetti. Raj Path era delimitata da una doppia barriera in ferro guardata da due ordini di agenti, tra cui anche gli agenti cinesi. La fiaccola era scortata, oltre che dai soliti accompagnatori, da agenti scelti delle forze speciali indiane pronti ad intervenire; 17000 secondo il Times of India, gli agenti dispiegati. Ci sono voluti 40 minuti ai 70 tedofori, 47 tra atleti ed ex atleti il resto attori e vip, per arrivare al Gate of India dove erano in attesa un migliaio di bambini delle scuole elementari, che sventolavano bandiere indiane e cinesi. Ammessa la sola tv di stato indiana, che non ha mandato in onda le riprese della accensione della torcia. ATS

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