Cerca e trova immobili
Estero
Pd riempie piazza San Giovanni; Bersani, ridaremo dignità a paese
Redazione
15 anni fa

Sotto il palco Dario Franceschini sventola i numeri della maggioranza che non c'è più, Massimo D'Alema chiede gesti di coerenza ai malpancisti del Pdl. La sensazione che il governo sia ad un passo dalla fine è forte tra i big del Pd ma quando Pier Luigi Bersani sale sul palco, in una piazza San Giovanni piena di bandiere tricolori, a toni da campagna elettorale preferisce messaggi di fiducia e rassicurazione: "noi siamo pronti a fare la nostra parte per ridare dignità all'Italia", garantisce il leader democratico, che candida il Pd ad un governo di transizione purché ci sia "discontinuità", ma per la riscossa del paese crede ancor di più in un "patto di governo" con tutte le opposizioni per "una legislatura di ricostruzione", un nuovo ciclo da aprire con le elezioni. Mai come questa volta, da anni, il popolo del Pd pensa che la spallata sia vicina: in centinaia di migliaia riempiono piazza San Giovanni, nonostante la minaccia di pioggia, si entusiasma quando Roberto Vecchioni propone di indossare giovedì prossimo indumenti arancione "per far capire a Berlusconi che se ne deve andare tra un minuto, tra un secondo". Ma soprattutto chiede ai suoi dirigenti di stare uniti, di mettere fine agli errori del passato, ai protagonismi e ai litigi. Bersani afferma che è colpa di Berlusconi e di "un governo incapace e sconsiderato" se "l'Italia è stata sbeffeggiata" e se "sta dove non deve stare", considerata non la settima potenza mondiale ma un paese a rischio default. Davanti a questa "crisi drammatica" il Pd non si tira indietro: "come abbiamo detto al presidente della Repubblica - dice Bersani ringraziando tra gli applausi Giorgio Napolitano - il Pd è pronto a fare la sua parte non con ribaltoni o soluzioni di piccolo cabotaggio parlamentare" ma ad un governo di transizione che segni "un cambiamento e abbia credibilità internazionale" per varare "vere e proprie misure di salvezza nazionale". Ma per Bersani un esecutivo tecnico è soprattutto l'avvicinamento ad "un ciclo più radicale e impegnativo di cambiamento" che si può avere solo con le elezioni. E per ricostruire il paese la formula delle alleanze resta la stessa: unire tutte le opposizioni. Il leader Pd rilancia dal palco la sfida a Vendola, Casini e Di Pietro "per un patto di governo per una legislatura di ricostruzione. Avvertendo che la situazione reale del paese non giustifica pregiudizi o barriere insormontabili per chi voglia lasciarsi alle spalle il populismo e mettere in sicurezza i fondamentali". ATS

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata