
“Adesso c’è una calma surreale a Kiev, ma è stata una notte veramente difficile e dura, con i bombardamenti iniziati alle 5:00 ora locale, dunque dalle 4:00 ora svizzera”. Lo ha dichiarato il giornalista Nello Scavo, che al momento si trova proprio nella capitale ucraina, durante lo speciale di Teleticino. Scavo ha raccontato che i bombardamenti, oltre a essere stati molto pesanti, “hanno colpito le strutture nevralgiche della città”. Dopo aver assistito, documentato e percepito quanto stava accadendo “a un certo punto, su ordine della polizia, siamo stati costretti a rifugiarci in un bunker”. Al momento, dice il giornalista, stanno provando a girare per verificare l’entità di danni e il numero delle vittime.
La situazione a Kiev
A Kiev, commenta il giornalista, le vittime sarebbero almeno sette e poco fa “è stata anche bombardata una caserma dei vigili del fuoco, ma non sappiamo ancora se si sia trattato di un errore o di un’informazione di intelligence secondo la quale quella struttura era stata adibita in realtà ad attività militari”, aggiungendo che tutto il mondo sta condannando le azioni russe su suolo ucraino.

Dichiarato lo stato d’emergenza
Alla popolazione locale è stato dichiarato, secondo la legge marziale, lo stato d’emergenza. “La popolazione sta reagendo nell’unica maniera possibile, e cioè provare ad andare via da Kiev”, commenta Scavo. “Le strade sono intasate, già durante la notte molti sono letteralmente scappati di casa e adesso bisogna capire se arriveranno delle rassicurazioni. Il popolo ucraino fino a ieri considerava pressoché impossibile un attacco sulla capitale” da parte della Russia.
“Angoscia e paura prevalgono”
A seguito dell’intervento militare di questa notte, “adesso la paura e l’angoscia per le prossime ore prevalgono e chi può prova ad allontanarsi”. Esercito, polizia e protezione civile hanno invaso le strade della capitale, ma “non c’è la sensazione di una città completamente militarizzata, anche perché se dovesse arrivare un intervento massiccio delle forze armate russe via terra, sicuramente l’esercito si troverebbe a difendere l’area esterna della città”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

