
L'Iraq ha annunciato di aver ripreso le esportazioni limitate di petrolio, pari a 250'000 barili al giorno, attraverso il porto turco di Ceyhan, dopo il crollo della produzione nazionale dovuto alle interruzioni nello Stretto di Hormuz.
La compagnia petrolifera statale North Oil Company ha dichiarato di aver «avviato l'attività della stazione di pompaggio di Sarlo per riprendere l'estrazione e l'esportazione del petrolio di Kirkuk verso il porto di Ceyhan con una capacità iniziale di 250.000 barili al giorno».
L'Iraq ha ripreso le esportazioni di petrolio dai suoi giacimenti nella provincia settentrionale di Kirkuk «dopo un periodo di interruzione che ha rappresentato una sfida significativa per il settore petrolifero», in accordo con la regione autonoma del Kurdistan, attraverso la quale passa l'oleodotto che porta al porto turco di Ceyhan. L'Iraq si è adoperato per trovare una soluzione per esportare il suo petrolio e erano in corso da tempo negoziati con il Kurdistan iracheno per consentirne il trasporto attraverso la regione autonoma. Le autorità curde avevano richiesto diverse misure in cambio, prima di acconsentire al passaggio del petrolio attraverso l'oleodotto della regione.
Il ministero delle risorse naturali del Kurdistan ha dichiarato che la stazione petrolifera di Sarlo ha iniziato a operare alle 6:30 (04:30 ora svizzera) per consentire le esportazioni attraverso l'oleodotto della regione del Kurdistan verso il porto di Ceyhan. Il ministro del petrolio iracheno Hayan Abdel Ghani ha dichiarato che il suo paese è in contatto con l'Iran per cercare di organizzare il passaggio di alcune petroliere irachene attraverso lo Stretto di Hormuz.
Prezzo in calo
Prezzo del petrolio in deciso calo sui mercati dopo l'accordo fra Iraq e la regione semi autonoma del Kurdistan per riattivare l'oleodotto che transita in Turchia, evitando così il blocco di Hormuz. Il greggio Wti del Texas cede il 3,3% mentre il Brent arretra del 2%, rivedendo la soglia dei 101 dollari al barile.
L'Iraq, uno dei componenti dell'Opec, ha visto cadere la sua produzione dei greggio di un terzo a circa 1,4 milioni di barili al giorno. La riapertura dell'oleodotto, secondo le stime di Bloomberg, potrebbe comunque solo parzialmente riequilibrare i numeri pre-guerra.

