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Pasdaran: «Colpita e distrutta una base aerea Usa»
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«Le forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane hanno colpito e distrutto la base aerea da cui le forze statunitensi avevano lanciato un attacco contro una torre di telecomunicazioni sull'isola di Sirik, nella provincia di Hormozgan». Lo scrive su X l'agenzia Mehr - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
un'ora fa
«Idf lavora per individuare gli obiettivi da attaccare a Beirut»

«Stiamo lavorando per individuare gli obiettivi da attaccare e non appena saranno approvati secondo le procedure dell'aeronautica e della direzione operazioni dell'esercito, agiremo». Lo ha dichiarato una fonte militare riportata da Maariv, sottolineando che l'aviazione israeliana non ha ancora lanciato attacchi nei cieli di Beirut.

Secondo quanto riportato dall'emittente saudita Al-Hadath, l'ampliamento delle operazioni militari su Beirut avviene in coordinamento con gli Stati Uniti, che hanno chiesto al governo libanese di procedere con azioni più incisive verso il disarmo di Hezbollah per evitare che l'escalation coinvolga la capitale libanese.

2 ore fa
Iran: «Da ieri 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz»

L'Iran afferma che 15 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da ieri. Le forze navali delle Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato in un comunicato di aver coordinato e autorizzato il passaggio di 15 navi, tra cui quattro petroliere, attraverso lo Stretto di Hormuz, e che queste hanno lasciato il canale nelle ultime 24 ore. «Consideriamo qualsiasi tipo di cooperazione da parte delle navi con forze ostili come una minaccia imminente alla sicurezza e agiremo di conseguenza», si legge nel comunicato, secondo l'agenzia Fars.

Ci sono notizie secondo le quali, nonostante la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, decine di navi avrebbero adottato misure per attraversare il canale, alcune con la collaborazione degli Stati Uniti.

2 ore fa
«Via libera dagli Usa per l'operazione israeliana a Beirut»

«L'amministrazione statunitense ha dato il via libera a un'operazione israeliana più incisiva a Beirut dopo che Israele ha chiarito agli Stati Uniti che non tollererà più gli attacchi di Hezbollah». Lo riferiscono i media israeliani, mentre la Tv saudita Al Hadath, citando una fonte Usa, ha affermato che «Washington ha informato il Libano che l'escalation israeliana è la conseguenza del rifiuto del governo libanese di disarmare Hezbollah».

«Il Libano è in grado di difendere Beirut se arresta figure di spicco di Hezbollah. Ciò darebbe l'impressione che il governo sia intenzionato ad affrontare Hezbollah», ha detto la fonte Usa.

3 ore fa
«Gli Usa hanno assistito 70 navi attraverso Hormuz in 3 settimane»

Le forze armate statunitensi hanno assistito decine di navi mercantili nel passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz nelle ultime settimane. Lo scrive il New York Times - che cita fonti ufficiali Usa - rilanciato dal Guardian. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha guidato circa 70 navi mercantili attraverso lo stretto nelle ultime tre settimane, ha dichiarato uno dei funzionari. Le fonti hanno detto al Nyt che la maggior parte delle navi aveva spento i transponder per evitare di essere individuate.

I funzionari si sono rifiutati di specificare il tipo di navi e la rotta seguita. Le imbarcazioni che transitano vicino all'Iran senza aver ottenuto l'autorizzazione iraniana rischiano di essere attaccate. Gli analisti marittimi hanno affermato che i passaggi guidati dagli Stati Uniti sembrano seguire rotte più vicine all'Oman. Prima della guerra, oltre 100 navi mercantili al giorno attraversavano lo Stretto. Poiché i passaggi guidati dagli Stati Uniti avvengono con i transponder spenti, gli analisti marittimi hanno affermato di non essere in grado di verificare in modo indipendente il numero effettivo di transiti.

4 ore fa
Iran: «Non esiteremo ad agire per aiutare il Libano»

«Non esiteremo ad agire in qualsiasi modo per aiutare il Libano e la resistenza libanese contro l'aggressione illegale e l'ingerenza del regime sionista». Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, citato dall'Irna.

Intanto almeno sette persone sarebbero morte in raid aerei attribuiti a Israele, condotti principalmente con droni, su località del Libano meridionale: lo riferisce l'agenzia locale Nna. Tra i punti colpiti, ha aggiunto la stessa fonte, ci sono Kfarsir, Nabatieh al-Fawqa, Toul e Zefta. Tra le vittime c'è anche un giovane siriano, precisa la Nna.

5 ore fa
Iran: il cessate il fuoco in Libano condizione per accordo con gli USA

«Abbiamo sottolineato e continuiamo a sottolineare che un cessate il fuoco in Libano è parte integrante di qualsiasi cessate il fuoco e di qualsiasi accordo finale per porre fine alla guerra». Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall'Irna.

«Non è solo il regime sionista (Israele) a violare il cessate il fuoco; anche gli Stati Uniti violano il cessate il fuoco nella nostra regione in modo diffuso», ha poi accusato.

«Al momento non sono stati avviati negoziati sui dettagli delle discussioni relative alla questione nucleare. Ribadisco che in questa fase il nostro obiettivo è porre fine alla guerra», ha commentato Baghaei.

«Fondamentalmente, uno dei problemi dei negoziati con l'attuale governo statunitense è rappresentato dai frequenti cambiamenti di posizione e dalle contraddizioni che ne derivano. Di norma, se una posizione cambia, da un lato anche l'altra parte deve applicare le proprie opinioni e considerazioni», ha aggiunto.

Gli attacchi iraniani contro le basi e le infrastrutture utilizzate per lanciare attacchi illegali contro l'Iran costituiscono un legittimo esercizio di autodifesa«, ha aggiunto Baghaei, commentando l'attacco annunciato dalle Guardie della rivoluzione contro una base americana nella regione in risposta a un raid delle forze statunitensi contro una torre di telecomunicazioni sull'isola di Sirik, nella provincia di Hormozgan.

»La dichiarazione dell'Ue che incolpa l'Iran mentre esercita il suo diritto all'autodifesa contro l'aggressione statunitense lanciata da basi in Paesi limitrofi è un esempio magistrale di indignazione morale selettiva, è ipocrita e sconsiderata«, ha affermato Baghaei su X senza specificare la dichiarazione di Bruxelles a cui fa riferimento, mentre nei giorni scorsi l'Ue aveva contestato gli attacchi iraniani contro il Kuwait, affermando che violano la sovranità del Paese.

5 ore fa
Iran: «Il cessate il fuoco in Libano è una condizione per accordo con gli Usa»
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«Abbiamo sottolineato e continuiamo a sottolineare che un cessate il fuoco in Libano è parte integrante di qualsiasi cessate il fuoco e di qualsiasi accordo finale per porre fine alla guerra». Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei citato dall'Irna.

«Non è solo il regime sionista (Israele) a violare il cessate il fuoco; anche gli Stati Uniti violano il cessate il fuoco nella nostra regione in modo diffuso», ha poi accusato.

«Al momento non sono stati avviati negoziati sui dettagli delle discussioni relative alla questione nucleare. Ribadisco che in questa fase il nostro obiettivo è porre fine alla guerra», ha commentato Baghaei.

«Fondamentalmente, uno dei problemi dei negoziati con l'attuale governo statunitense è rappresentato dai frequenti cambiamenti di posizione e dalle contraddizioni che ne derivano. Di norma, se una posizione cambia, da un lato anche l'altra parte deve applicare le proprie opinioni e considerazioni», ha aggiunto.

'Legittima autodifesa'

Gli attacchi iraniani contro le basi e le infrastrutture utilizzate per lanciare attacchi illegali contro l'Iran costituiscono un legittimo esercizio di autodifesa«, ha aggiunto Baghaei, commentando l'attacco annunciato dalle Guardie della rivoluzione contro una base americana nella regione in risposta a un raid delle forze statunitensi contro una torre di telecomunicazioni sull'isola di Sirik, nella provincia di Hormozgan.

»La dichiarazione dell'Ue che incolpa l'Iran mentre esercita il suo diritto all'autodifesa contro l'aggressione statunitense lanciata da basi in Paesi limitrofi è un esempio magistrale di indignazione morale selettiva, è ipocrita e sconsiderata«, ha affermato Baghaei su X senza specificare la dichiarazione di Bruxelles a cui fa riferimento, mentre nei giorni scorsi l'Ue aveva contestato gli attacchi iraniani contro il Kuwait, affermando che violano la sovranità del Paese.

5 ore fa
«I colloqui sul disarmo di Hamas riprenderanno giovedì in Egitto»
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I colloqui sul disarmo di Hamas riprenderanno giovedì in Egitto: lo hanno riferito al Times of Israel due diplomatici arabi coinvolti nel dossier. I colloqui sono stati finora in stallo, con Hamas che si rifiuta di accettare la proposta di disarmo del Board of Peace, sostenendo che Israele debba prima rispettare i termini della prima fase. Entrambe le parti si accusano a vicenda di ripetute violazioni, tra cui i continui attacchi israeliani e il rifiuto di Hamas di cedere il potere a un governo di transizione.

«Sebbene il Board of Peace guidato dagli Stati Uniti, incaricato di sovrintendere alla gestione postbellica di Gaza, non abbia completamente abbandonato la possibilità che i colloqui con Hamas possano portare a dei risultati, il comitato sta prendendo sempre più in considerazione alternative al piano in 20 punti del presidente statunitense Donald Trump per porre fine alla guerra di Gaza», affermano i due diplomatici.

Tra le alternative, la più rilevante è quella che prevede di consentire l'avvio della ricostruzione nelle aree di Gaza ancora occupate da Israele.

6 ore fa
Netanyahu: «Ho ordinato all'Idf di attaccare la periferia sud di Beirut»
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«A seguito delle ripetute violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah e degli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di attaccare obiettivi terroristici nel quartiere di Dahiya a Beirut». Lo ha comunicato il premier Benjamin Netanyahu in una nota congiunta insieme al ministro della Difesa Israel Katz.

Intanto l'esercito israeliano ha ordinato oggi agli abitanti di sette villaggi nel sud del Libano di lasciare le proprie abitazioni e di riparare a nord del fiume Zahrani, situato a sud della città di Sidone. In un post su X, il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) in lingua araba, Avichay Adraee, ha dichiarato che «chiunque si trovi nelle vicinanze di membri di Hezbollah, delle sue strutture o dei suoi mezzi di combattimento mette a repentaglio la propria vita».

Secondo il corrispondente del quotidiano libanese L'Orient Le Jour, tra i sette villaggi c'è anche quello di cristiano di Addoussié ed «è la prima volta che viene minacciato».

7 ore fa
Presidente del libano: «Affrontiamo una feroce aggressione israeliana»
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Il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato che il suo Paese sta affrontando «una feroce e riprovevole aggressione israeliana», dopo che lo Stato ebraico ha intensificato la sua offensiva contro Hezbollah con la conquista del castello medievale di Beaufort.

Aoun ha condannato l'offensiva israeliana in un post su X e si è impegnato a «lavorare per porre fine alle sofferenze del popolo libanese, e in particolare delle persone nel sud». Oggi il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite terrà una riunione di emergenza sul Libano, dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che la conquista del castello ha segnato una «svolta» nei combattimenti.

7 ore fa
Iran: «Giustiziati due uomini per aver partecipato alle proteste»
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La magistratura iraniana ha dichiarato in un comunicato che due leader delle proteste nazionali di gennaio in Iran, Mehrdad Mohammadinia e Ashkan Maleki, sono stati giustiziati questa mattina. «Erano accusati di aver appiccato un incendio nel cortile di una moschea, provocando la distruzione della moschea e del seminario, danneggiando beni pubblici e scontrandosi con le forze di sicurezza», si legge nel comunicato. «I condannati erano accusati di 'atti contro la sicurezza del Paese' e di 'ingresso in luoghi di culto per contrastare il sistema'», aggiunge il comunicato, citato dall'Irna.

7 ore fa
Trump: «L'Iran vuole veramente un accordo, sarà buono per gli Usa e gli alleati»
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«L'Iran vuole davvero raggiungere un accordo, e sarà un buon accordo per gli Stati Uniti e per chi è con noi. Ma i Democratici, e alcuni Repubblicani apparentemente antipatriottici, non capiscono che per me è MOLTO più difficile svolgere correttamente il mio lavoro e negoziare quando i politicanti continuano a »cinguettare« negativamente, a livelli mai visti prima, ripetutamente, che dovrei muovermi più velocemente, o più lentamente, o entrare in guerra, o non entrare in guerra, o qualsiasi altra cosa? Sedetevi e rilassatevi, alla fine andrà tutto bene, come sempre!» Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

8 ore fa
Kuwait: «Siamo sotto attacco di missili e di droni»
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Lo Stato Maggiore dell'Esercito kuwaitiano afferma che le sue difese aeree «stanno attualmente affrontando attacchi missilistici e con droni ostili». Lo scrive Al-Jazeera. Se si sentono rumori di esplosioni, si tratta del risultato dell'intercettazione dei proiettili da parte delle difese aeree, ha aggiunto l'esercito.

Giovedì, il Kuwait aveva segnalato un attacco simile, che in seguito ha attribuito all'Iran, dove le Guardie Rivoluzionarie hanno indicato di aver preso di mira una base americana in rappresaglia per i nuovi attacchi statunitensi sul suo territorio.

8 ore fa
Rubio sente Aoun e Netanyahu: «Hezbollah smetta per primo gli attacchi»
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Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato con il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in merito ai negoziati in corso. Lo ha fatto sapere un funzionario statunitense, affermando che Hezbollah deve cessare il fuoco per primo.

«Per far progredire questi colloqui, gli Usa hanno proposto un piano chiaro: Hezbollah deve porre fine a tutti i suoi attacchi. In cambio, Israele si asterrà da qualsiasi escalation a Beirut», ha affermato il funzionari, descrivendo le conversazioni tra i leader. Hezbollah, dal canto suo, chiede che Israele cessi prima le ostilità.

Secondo il funzionario statunitense, il presidente libanese Aoun ha tentato di promuovere questa soluzione, ma «la risposta del presidente dell'Assemblea Nazionale Nabih Berri è stata evasiva e deludente». Berri è un alleato di Hezbollah.

Secondo Washington, «Hezbollah segue le direttive di Teheran. Chiaramente non ha alcun interesse per il benessere del popolo libanese». «Il modo più rapido per allentare la tensione e proteggere i civili da entrambe le parti è che Hezbollah cessi immediatamente di sparare», ha affermato il funzionario.

8 ore fa
Trump: «Nell'accordo si parla approfonditamente di nucleare»
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«La Cnn, fonte di fake news, ha affermato oggi come al solito che il mio accordo sul nucleare iraniano non parla di nucleare, quando in realtà afferma, molto chiaramente, che l'Iran non avrà armi nucleari. Prosegue poi, in modo molto dettagliato e approfondito, discutendo vari altri aspetti del nucleare. In effetti, è proprio questo il tema principale dell'accordo». Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

«La Cnn, e tanti altri media che diffondono fake news, è un disastro con ascolti bassissimi. Anche con una nuova proprietà, è improbabile che le cose migliorino mai».

8 ore fa
Flotilla, attivisti australiani presentano le prove degli abusi all'Aia
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Gli australiani detenuti con altri attivisti dalle forze israeliane, mentre in motoscafo tentavano di consegnare aiuti a Gaza, hanno presentato prove degli abusi alla Corte Internazionale di Giustizia. Lo riporta il Sydney Morning Herald.

L'equipaggio della Flotilla di 400 attivisti, tra cui undici australiani, è stato detenuto da Israele in acque internazionali il 18 maggio, e hanno presentato evidenze all'Aia che gli australiani hanno subito aggressioni sessuali e iniezioni di sostanze sconosciute.

La legale australiana Bernadette Zaydan, parte della squadra che presenta evidenze alla corte, ha sostenuto che sono stati commessi da forze di Israele crimini di guerra e gravi violazioni di legge internazionale. «Il governo australiano deve riesaminare la sua relazione con Israele diplomaticamente, militarmente ed economicamente», ha detto Zaydan. «Qui non si tratta solo delle violente intercettazioni di imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, si tratta delle migliaia di palestinesi vissuti e morti sotto lo stesso sistema di abusi, impunità e violenza».

9 ore fa
Il punto alle 6:30
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«Le forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane hanno colpito e distrutto la base aerea da cui le forze statunitensi avevano lanciato un attacco contro una torre di telecomunicazioni sull'isola di Sirik, nella provincia di Hormozgan». Lo scrive su X l'agenzia Mehr. Giovedì, il Kuwait aveva segnalato un attacco simile, che in seguito ha attribuito all'Iran, dove le Guardie Rivoluzionarie hanno indicato di aver preso di mira una base americana in rappresaglia per i nuovi attacchi statunitensi sul suo territorio. Da parte loro, gli Usa hanno invece affermato che «questo fine settimana, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom) ha condotto attacchi di autodifesa contro radar e siti di comando e controllo di droni iraniani a Goruk, in Iran, e sull'isola di Qeshm». Lo comunica il CentCom su X. «Gli attacchi, mirati e controllati, si sono svolti in risposta alle aggressive azioni iraniane, tra cui l'abbattimento di un drone statunitense MQ-1 che operava su acque internazionali».

Per quanto riguarda un accordo di pace tra Iran e Stati Uniti, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha messo in guardia dal dare credito alle notizie dei media sui negoziati con gli Stati Uniti fino all'annuncio di risultati ufficiali. Lo riporta l'agenzia russa Tass. «I negoziati e gli scambi di messaggi continuano e, finché non si raggiungerà un risultato tangibile, è prematuro trarre conclusioni. Tutto ciò che viene detto in questo momento è puramente speculativo e non bisogna attribuirgli troppo peso finché le informazioni non saranno confermate ufficialmente e definitivamente», ha dichiarato alla televisione di stato iraniana.

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