
I partiti si dicono irritati per l'operazione di ieri della Guardia di finanza italiana ai danni delle succursali elvetiche nella vicina Penisola. L'ampiezza e la repentinità di questa operazione fanno pensare a una vera "razzia" della quale l'ambasciatore d'Italia a Berna dovrà fornire spiegazioni. Il presidente del PPD svizzero, Christophe Darbellay, giudica "troppo molle" la reazione del Dipartimento federale delle finanze (DFF) ma "adeguata" la convocazione dell'ambasciatore italiano. "E' la prima cosa che avrei fatto, bisogna sapere che cosa sta avvenendo", ha affermato all'ATS. Il dispositivo messo in atto dalle autorità italiane - ha aggiunto Darbellay - dà a priori l'impressione che stiamo assistendo a un nuovo attacco coordinato contro le banche elvetiche. Non bisogna cedere!". Il presidente del PLR, Fulvio Pelli, osserva che prendendo di mira gli istituti bancari elvetici l'Italia ha avuto un comportamento ampiamente discriminatorio. Per contro, il consigliere nazionale ticinese ha detto di comprendere il riserbo manifestato ieri dal presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz. Parlare con le autorità italiane è, a suo parere, difficile, poiché "i politici in questo momento sono completamente obnubilati dall'amnistia fiscale". ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

