
Il giudice del Tribunale di Milano Vincenzo Perozziello ha dato ragione a Citigroup e ha dichiarato l'improcedibilità della causa con cui Parmalat ha chiesto alla banca americana un risarcimento da 1,8 miliardi di euro. La richiesta era stata fatta nel quadro dei danni legati al crac dell'azienda di Collecchio. L'improcedibilità è dovuta al fatto che la stessa causa è già stata giudicata negli Stati Uniti. Anche allora era stato dato torto a Parmalat. Il giudice, come si evince dal suo provvedimento, ha in sostanza riconosciuto l'"efficacia" della sentenza definitiva, che risale al 2008, della Superior Court of New Jersey davanti alla quale, nel 2004, l'allora commissario straordinario Enrico Bondi aveva proposto una azione civile nei confronti di Citigrup Inc., la sua divisione per i servizi di investimento Citibank N.A. e le tre società "veicolo" "Buconero", 'Via Lattea" e "Eureka". Giudizio che allora si era concluso con pronuncia definitiva di rigetto di tutte le domande presentate società agroalimentare ed era stata accolta invece una domanda riconvenzionale di condanna delle società del Gruppo di Collecchio al risarcimento di danni cagionati a Citibank in relazione alle medesime operazioni. E poiché la causa davanti al Tribunale civile di Milano è identica a quelle che si è conclusa in Usa, il Collegio presieduto da Vincenzo Perozziello, ha ritenuto di "dover quindi escludere la procedibilità del presente giudizio anche in relazione alla domanda di risarcimento di danni non patrimoniali" e ha condannato Parmalat e le allora società del gruppo alla rifusione delle spese legali a coloro che sono stati citati in giudizio per un importo complessivo di circa 250 mila euro.
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